Frank Langella sul licenziamento per molestie: “Ingiusto e non americano”

Un nuovo capitolo si aggiunge alla triste vicenda consumatasi sul set di The Fall of the House of Usher, la nuova serie horror di Mike Flanagan (Midnight Mass) in lavorazione presso Netflix, che ha visto protagonista l’attore veterano Frank Langella. Dopo il licenziamento per presunte molestie e cattiva condotta, l’attore ha rotto il silenzio offrendo una sua versione dei fatti. Oltre a una spiegazione (certo, la sua spiegazione) molto dettagliata dei fatti, Langella ha definito il provvedimento “ingiusto e non americano”.

Per accertare dove sia la verità è ancora presto, ma sicuramente il suo era un contraddittorio dovuto, considerando che il caso si è limitato a un’indagine interna senza che fossero poi rivelati i termini specifici di questa “cattiva condotta”. È stata Deadline a concedere a Langella uno spazio per riportare la sua versione. Scrive infatti l’attore in una colonna ospite: “Il 25 marzo di quest’anno stavo recitando una scena d’amore con l’attrice che interpretava la mia giovane moglie. Eravamo entrambi completamente vestiti“.

Ero seduto su un divano, lei era in piedi di fronte a me. Il regista ha chiamato cut. ‘Mi ha toccato una gamba’, ha detto l’attrice. ‘Non era nella scena’. Poi si è girata ed è uscita dal set, seguita dal regista e dal coordinatore dell’intimità. Ho tentato di seguirla, ma mi è stato chiesto di ‘darle un po’ di spazio’. Ho aspettato per circa un’ora, poi mi è stato detto che non sarebbe tornata sul set e che era tutto a posto“. Una settimana dopo pero, com’è noto, sarebbe stata avviata un’indagine interna e l’attore sarebbe stato convocato dalle risorse umane.

Bruce Greenwood subentra a Frank Langella
Bruce Greenwood subentra a Frank Langella

Al rimprovero di essere andato contro i suggerimenti del coordinatore dell’intimità su dove avrebbe dovuto mettere le mani, Langella ha definito i suggerimenti assurdi, affermando che “legiferare sul posizionamento delle mani è ridicolo e mina l’istinto e la spontaneità sul set“. Le altre accuse che hanno portato al licenziamento, riporta Langella, includevano aver raccontato una barzelletta politicamente scorretta, aver chiamato le colleghe “baby” o “sweetie” sul set e averle occasionalmente abbracciate o toccate sulla spalla.

Alcuni definiranno la colonna dettagliata, altri fin troppo dettagliata. È senz’altro vero che, di fronte a una tale ricostruzione, potrebbe venir da minimizzare il comportamento di Langella, ma è da considerare il fatto che la serie era già arrivata a metà riprese e aveva l’attore come protagonista, il che comporterà perdite incalcolabili per Netflix costringendola a ricominciare da zero su gran parte del girato, che ora avrà Bruce Greenwood in sostituzione. Il fatto che Netflix sia arrivata a tanto, potrebbe far pensare a qualcosa di più grave.

In conclusione, Langella ha spiegato che dopo il licenziamento, “i registi e il produttore hanno smesso di rispondere alle mie e-mail e telefonate” e a lui e ai suoi rappresentanti non è stata data “l’opportunità di commentare o collaborare alla narrazione“. L’attore ha quindi definito il provvedimento “non giusto” e “non americano“, il cui impatto è stato “incalcolabile” e include la perdita di un “ruolo emozionante” che era arrivato a considerare come il suo “ultimo evviva” e “la possibilità di guadagni futuri“. Ha poi concluso: “La mia reputazione è stata offuscata. Queste umiliazioni sono, a mio avviso, la vera definizione di comportamento inaccettabile“.

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