Film Maledetti: I film che, a telecamere spente, continuano a far paura

Alcuni film horror portano con sé un’aura talmente diabolica da produrre i loro terrificanti effetti anche fuori dal set e sono definiti per questo “Film maledetti”.

Pochi giorni fa, ad esempio, Dakota Johnson ha rivelato di essere rimasta talmente scossa dalla sua esperienza sul set di Suspiria – remake del celebre film di Dario Argento diretto da Luca Guadagnino – da dover ricorrere alle cure di uno psicoterapeuta per superare il trauma.

Per comprendere pienamente il disagio emotivo a cui è stata sottoposta la donna dovremo almeno attendere l’uscita del film, prevista per febbraio, ma esistono effettivamente dei set a cui sono legate inquietanti leggende che, un po’ per accanimento della casualità e un po’ (magari) a causa di ben orchestrate scelte di marketing, hanno supplito alla scarsità tecnica di effetti speciali un po’ datati, contribuendo ad alimentare la fama oscura di alcuni lungometraggi del terrore nella percezione popolare.

Film Maledetti

Alcuni set cinematografi sono stati teatro di immani tragedie, come Il Corvo in cui Brandon Lee perse la vita a causa di una pallottola, sparata da una pistola, che doveva essere caricata a salve; o di sinistre apparizioni, come quella del bambino che compare sullo sfondo in una scena del film Tre scapoli e un bebè di Colin Serreau (1987).

La scena in questione è quella in cui Ted Danson presenta la bambina alla madre, Celeste Holm e possiamo notare la sagoma di un bambino che, dalla finestra, osserva la scena.

Il mito di questa presenza spettrale è cresciuto a dismisura nel tempo e tante sono state le spiegazioni fornite a riguardo: qualcuno disse che si trattava del figlio morto suicida di uno dei membri dello staff, finché non intervenne una donna a sostenere di aver riconosciuto il figlio che perse la vita nello stesso appartamento utilizzato come set…

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Solo l’anno scorso, ben trentuno anni dopo l’uscita del film, Tom Selleck ha svelato al Tonight Show di Jimmy Fellon, la natura del mistero che ha procurato tante e tante visioni a questa commedia divertente: sembra si trattasse di un ritaglio della sagoma di Ted Danson campeggiante su di un manifesto pubblicitario di cibo per cani. La versione è stata prontamente confermata da un altro membro del cast, Margaret Colin, che ha affermato:

“Per anni le persone hanno creduto che sul set di Tre scapoli e un bebè ci fosse un fantasma. Questa leggenda ha permesso al film di fare un sacco di soldi, visto che le persone lo noleggiavano per vedere lo spettro. Attenzione, non è un fantasma, è una sagoma ritagliata. Di Ted Danson. In smoking. Noleggiate il film di nuovo e controllate da soli.”

Un set cinematografico funestato da imperscrutabili incidenti fu quello di un capostipite del genere horror: L’esorcista di William Friedkin (1973).

Leggenda vuole che la realizzazione di questo film fosse osteggiata da forze maligne, talmente potenti, da dover convocare sul set un vero esorcista.

In un clima di estrema tensione in cui, ad ogni giorno di ripresa, bisognava misurarsi con i guasti delle apparecchiature, il primo incidente sospetto fu quello che interessò Ellen Burstyn, l’attrice che interpretava la madre della bambina indemoniata, Regan. A pochi giorni dall’inizio delle riprese la donna è costretta ad abbandonare il set per più di una settimana a causa di un infortunio che ricorda molto da vicino una delle scene dello stesso film: il collo bloccato.

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Ma non fu l’unico incidente avvenuto sul set che fu persino distrutto da un incendio causato, pare, da un corto circuito. Il set conobbe anche le morti premature di alcuni membri del cast, dello staff e dei loro cari, come quella dell’attore Jack McGowran che morì appena due mesi dopo aver girato l’ultima scena: la morte di Burke Dennings, il personaggio che interpretava.

Segnato da una cattiva stella è il film che nacque sulle ceneri di un fatto di cronaca: stiamo parlando di Amityville Horror di Stuart Rosenberg (1979).

Il film è tratto da un bestseller, Orrore ad Amityville di Jay Anson che fu anche lo sceneggiatore del primo film e la trama, quanto le leggende intorno alla sua maledizione, sono basate su un fatto realmente accaduto.

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Nel 1974 ad Amytiville, nello Stato di New York, Ronald De Feo si rende responsabile del massacro della sua famiglia: la madre, il padre e i suoi 4 fratelli furono uccisi nel cuore della notte a colpi di fucile. Il ventitreenne dichiarò di essere stato chiamato all’omicidio “dalle voci nella sua testa”. Sembra che, presenze demoniache, furono risvegliate nel momento in cui la famiglia DeFeo scoprì, all’interno della casa, una cantina in cui i precedenti proprietari avrebbero svolto dei riti satanici. Ma questa, non fu la fine della storia.

In seguito al massacro, ogni famiglia che si trasferì nella stessa casa maledetta ne fuggì poco tempo dopo, spaventata dagli strani accadimenti che si verificavano nella casa: oggetti dotati di vita propria, urla che riecheggiavano nei corridoi, bisbigli che spezzavano la quiete notturna di Amityville…

I Luz, George e Cathleen Luz, una delle ultime famiglie ad abitare nella casa indemoniata prima che i loro racconti ponessero le basi per la trilogia cinematografica, rivelarono alcuni dettagli della loro convivenza con le presenze maligne, che durò appena un mese. Raccontarono di aver assistito ad ogni sorta di fenomeni paranormali e manifestazioni medianiche, oggetti che si animavano, urla assordanti, un denso liquido verde che colava dalle pareti e persino ai passi di una statua leonina lungo il corridoio.

Anche i coniugi Luz scoprirono la stanza segreta e fu proprio allora che la follia di Ronald DeFeo trovò una suggestiva risposta.

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La maledizione ha inizio con Jay Anson, scrittore del romanzo incentrato sulle vicende di Amityville Horror. Lo stesso scrittore fu incaricato di redigere la sceneggiatura del primo film, Amityville Horror del 1979.

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Conclusa la sceneggiatura, lo scrittore decise di inviarla ad un’amica per avere una prima valutazione del lavoro: la donna e i suoi figli, perirono pochi giorni dopo nel tragico incendio della loro casa.

L’ultima notizia pervenuta in merito alla famigerata casa coloniale inglese, che sorge al 112 di Ocean Avenue, Long Island (New York), risale al 2016. Il precedente proprietario l’acquistò nel 2010 e il suo ultimo proprietario l’acquistò nel 2016 al prezzo di 850.000 $.

 

La casa, costruita nel 1927 è stata equipaggiata di un sistema di telecamere a circuito chiuso per la sua protezione. Resta solo da capire quale sia la provenienza del pericolo.

 

Ultimo, poiché particolarmente emblematico è il caso della trilogia di Poltergeist di Tobe Hopper (1982), Poltergeist II di Brian Gibson e Poltergeist III di Gary Sherman. Probabilmente il più inquietante caso cinematografico ad oggi noto.

Sembra che il colpevole in carica della dannazione sia lo scrittore e produttore della saga, Steven Spielberg, che introdusse sul set veri scheletri poiché, a quei tempi, procurarsi degli autentici scheletri risultava più economico che realizzarne di fittizi.

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I più esperti in materia paranormale, invece, hanno una spiegazione ben più suggestiva per i macabri eventi che colpirono i membri del cast: le tante morti sono state il prezzo da pagare per l’oltraggiosa profanazione che si è compiuta in quel luogo: la casa nella quale furono ambientati i tre film, sorgerebbe su un antico Cimitero Indiano.

Ma cosa è successo esattamente al cast della trilogia di Poltergeist?

 

Il reverendo Henry Kane, intepretato da Julian Beck e lo stregone Will Sampson, morirono di morte naturale. Rispettivamente, simboleggiavano la presenza malvagia e la presenza buona.

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La morte di Lou Perryman sembra tratta da una qualunque pellicola horror degli anni ‘70 ed avvenne per mano di un folle con un’ascia, piombato in casa sua.

Dominique Dunne, che nel film interpreta la sorella adolescente, fu sgozzata dal fidanzato colto da un raptus di follia, poco dopo la fine delle riprese del primo Poltergeist. Infine, la piccola medium Carole Anne Freelings, interpretata da Heather O’Rourke fu colta da un male misterioso che solo anni dopo fu riconosciuto come la malattia di Chron e morì in un intervento chirurgico d’urgenza, durante le riprese del terzo film della saga maledetta, a soli dodici anni.

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Mentre Quentin Tarantino è impegnato nella realizzazione del film che racconta le vicende di una delle più efferate stragi che gli Stati Uniti ricordino, La Strage di Beverly Hills, è opportuno ricordare un’altra inquietante coincidenza: pochi mesi dopo l’uscita di Rosemary’s baby (1986) di Roman Polasky, sua moglie, Sharon Tate, incinta, proprio come la protagonista di questa pellicola, fu massacrata dal satanista Charles Manson e dai suoi seguaci.

E se finora avevate creduto che spegnere la tv vi tenesse al sicuro… ricredetevi.

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