Enemy: spiegazione e significato del finale del film

In onda questa sera, Enemy è uno dei film che hanno lanciato il talento di Denis Villeneuve. Criptico, silenzioso e incredibilmente misterioso, il lungometraggio con Jake Gyllenhaal è un gioiellino da decifrare. Noi siamo qui proprio per questa ragione.
Jake Gyllenhaal in una scena del film Enemy

Enemy è uno dei film che hanno lanciato il talento del regista canadese Denis Villeneuve, da lì diventato uno dei cineasti più acclamati del panorama internazionale. In onda questa sera, giovedì 2 maggio 2024, su Rai Movie, ore 21:10, il lungometraggio è ambientato in una non meglio identificata città, immersa in una nebbia giallognola e racconta, come vedremo, una storia criptica e simbolica, senza che l’autore ci dia grandi suggerimenti sulla risoluzione del puzzle.

Con protagonista un Jake Gyllenhaal (impegnato in due ruoli in una performance degna della sua TOP 10) in stato di grazia, accompagnato da tre splendide interpreti come Mélanie Laurent, Sarah Gadon e Isabella Rossellini, il film uscì nelle sale tra il 2013 e il 2014, senza riscuotere particolare successo. Lo status di cult è arrivato infatti solo successivamente, specialmente con il suo arrivo in home video e in streaming sulle varie piattaforme (lo trovate a noleggio su più supporti). Per sapere qualcosa sulla trama e, soprattutto, sulla sua interpretazione, non vi resta che continuare la lettura.

Di cosa parla Enemy

Professore di storia in una grande ma nebbiosa città, Adam Bell vive una vita monotona e senza grandi attrattive. La sua vita sentimentale vive un momento di stagnazione, con la compagna, Mary, che non lo apprezza, così come i suoi studenti. L’uomo ha inoltre incubi che riguardano le tarantole. Una sera, il professore prende a noleggio un film, dove vede, tra le comparse, un uomo che sembra la sua copia identica. Ossessionato da questa visione, Adam inizia a cercarlo.

Dopo alcune ricerche, il professore trova e incontra il sosia, Anthony Claire, un uomo identico a lui ma dalla personalità diametralmente opposta. Turbato dalla scoperta, Adam vuole distanziarsi dall’uomo, che, però, inizia invece ad entrare sempre di più nella sua vita. Il culmine di questa simbiosi viene raggiunta quando i due si scambiano, andando l’uno con la partner dell’altro. Anche quando il destino dei due sembra essere opposto, ecco però che le tarantole tornano e, con loro, l’incertezza su quello che sia realtà e quello che invece sia finzione.

Spiegazione e significato di Enemy

Diretto, come dicevamo, da Denis Villeneuve, recentemente in sala col il secondo trionfale capitolo di Dune, il film è uno dei più criptici degli ultimi anni. Qualche interpretazione è stata però data e così proveremo a fare anche noi. Ovviamente, da qui in poi c’è una gigantesca ALLERTA SPOILER.

Al centro della questione c’è il tema del doppio: Adam e Anthony, sono esattamente l’uno il doppio dell’altro, almeno fisicamente. Tanta è l’affinità fisica tra i due, tanta è però la differenza caratteriale: Adam è impacciato, costretto in una ragnatela di vincoli sociali; Anthony è invece socievole, disinibito e non restio a spezzare i vincoli (anche sentimentali) in club erotici o tradimenti. “Sogno o son desto?” Probabilmente tutte e due le cose, ma procediamo con altri elementi.

Alcuni elementi chiave della spiegazione ci vengono però (forse) man mano forniti. Innanzitutto, una fotografia, strappata in casa di Adam e intera in quella di Anthony, in compagnia di Helen. Altri indizi ci arrivano da quello che dice la madre di Adam, che invita il figlio a “smettere di fare l’attore”, o dal fatto che la stessa Helen sembra riconoscere nel professore qualcosa che di familiare. Fatti che fa pensare che, effettivamente, i due non siano altro che la stessa persona. Uno sdoppiamento di personalità, che vede Adam come Dottor Jekyll, impacciato, ligio ai propri doveri e costretto dalle tele delle convenziono sociali (su questo ci torniamo), e Anthony come Mr. Hyde, senza freni, ambizioso ed egoista.

Nella tela del ragno

C’è poi un altro topos fondamentale: la questione tarantole, presenze ossessive e conturbanti per tutta la durata della pellicola. Appaiono nella prima scena, quella al club erotico, compaiono negli incubi di Adam, compaiono come presenze inquietanti che aleggiano sulla fumosa città che fa da scenario del film e compare, gigantesca, tesa, e pronta all’attacco, nel finale, dove Adam-Anthony, tornato con Sarah, se la ritrova in camera da letto, dove pensava di fosse la compagna.

La tarantola, tra gli aracnidi più pericolosi e letali, sembra qui il simbolo della costrizione, nei rapporti umani, sentimentali e sociali. Tanto è che, dei due, quello che ne è ossessionato è Adam, il “gemello” impacciato, mentre quelle che compaiono ad Anthony, stanno per essere sottomesse (la spoglierallista del club si accinge a schacciarla). Una differenza sostanziale.

E allora perché, quando Adam prende il posto di Anthony nel finale, riprendendo il suo posto a fianco di Helen e abbandonata definitivamente la vita precedente (con l’alter-ego e Mary morti), ritorna la tarantola, che sostituisce la donna? Perché, Villeneuve sembra dirci, le convenzioni sociali, sono circolari: anche quando ci sembra di averla (quasi) vinta, con le pulsioni individuali che sembrano avere la meglio, ecco che gli obblighi tornano. Forse, definitivamente.

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