Mia Dolan: il riflesso di Emma Stone in La La Land

L’attrice passata in poco più di una decina d’anni da fare la comparsa in Zack e Cody al Grand Hotel ad essere candidata agli Oscar tre volte in quattro anni. L’unica cosa bella nella saga di The Amazing Spider-Man. La persona con gli occhi più a palla di Hollywood. Bene… Tutte e tre queste affermazioni hanno lo stesso punto di riferimento: Emma Stone.

Emma Stone, la dolce, furba e simpatica attrice originaria dell’Arizona che ormai tutti noi conosciamo, solo fino a qualche anno fa era la “perfetta sconosciuta di Hollywood“. Da piccoli ruoli secondari in serie per ragazzi e teen movie, ha sbarcato il lunario, diventando una delle attrici più richieste della West Coast (e non solo).

La carriera della Stone è praticamente assimilabile ad una graduale parabola ascendente. Nonostante questo, si può trovare il decisivo turning point della sua affermazione nella scena cinematografica internazionale. Stiamo ovviamente parlando della sua partecipazione in La La Land, l’acclamatissimo musical di Damien Chazelle.

I premi non si fanno attendere: per il suo ruolo riceverà infatti la Coppa Volpi a Venezia, un Oscar, un Golden Globe, un BAFTA e pure uno Screen Actors Guild Award. Insomma praticamente poi non è rimasto più nulla da vincere. E da qui il successo folgorante. Giusto per intenderci, nell’anno successivo, il 2017, Emma Stone nell’ordine: viene inserita nella Hollywood Walk of Fame; è tra le “100 persone più influenti al mondo” per Time; e secondo la classifica di Forbes, è l’attrice più pagata dell’anno, con un guadagno di 26 milioni di dollari.

Come mai questo successo? Tanto impegno e parecchia gavetta da parte della “sognatrice” Stone. Tanta lungimiranza (e bravura) dello stesso Chazelle nella realizzazione della pellicola e nella scelta del cast. Ma anche una perfetta compenetrazione fra Emma Stone e la sua Mia Dolan. Un personaggio cucitole addosso che ha saputo convincere e fare breccia nei cuori di milioni di spettatori.

 

Mia Stone Dolan

La La Land

Probabilmente non esiste un personaggio che Emma Stone sentisse più vicino rispetto a quello di Mia Dolan interpretato in La La Land. Detto brevemente praticamente Mia Dolan è Emma Stone. La storia della giovane e talentuosa ragazza che vuole diventare un’attrice e si arrabatta, tra un provino e l’altro, nel servire caffè e muffin è esattamente quella della Stone.

Emma Stone si trasferì dalla città di Scottsdale (Arizona) per inseguire il suo sogno hollywoodiano. Viveva con la madre in un appartamento con due camere da letto, possedeva un Maggiolino rosso con cui andava alle audizioni. E poi lavorava come cameriera alla “Three Dog Panetteria”, una panetteria che vende dolcetti per cani. Non vi sembra di conoscerla già questa storia? O meglio, di averla già vista?

Certo la Stone era una delle migliaia di giovani che arrivano ogni anno a Los Angeles con una valigia e il sogno (super-americano) di Farcela-nel-mondo-dello-spettacolo. Ma il fatto è che per lei la cosa era – ed è ancora freschissima -, dato che l’attrice ha ora solo 32 anni. Insomma è ancora capace di ricordare a memoria l’intero menù della Three Dog… e non per scherzo!

Insomma Emma Stone incarna al 100% il sogno (molto reale) di La La Land, per questo il suo personaggio ha funzionato così bene. La credibilità è data dalla realtà di quello che la Stone interpretava: né più né meno di se stessa. E per una che umilmente – e un po’ furbescamente – sostiene di identificarsi più nella cameriera che nella star, Mia non poteva rappresentare che il passaggio più logico per il salto nell’iper-spazio dell’universo hollywoodiano.

 

La La… realizzazione di un sogno

La La Land

È la stessa Emma Stone ad aver dichiarato che La La Land è stata la realizzazione di un sogno. E non è difficile, anche sulla base di quanto detto sopra, capire il perché. Stone è infatti cresciuta a pane e musical: influenzata dalla madre, fin dalla tenera età ascoltava Les Misérables e assisteva a un gran numero di musical nei piccoli teatri dell’Arizona. Dal “confine” del teatro è poi passata ai grandi musical sul grande schermo. Come ha infatti affermato in un’intervista rilasciata a Repubblica “lo spazio si apre e sei libero di volare….a teatro al massimo succede se interpreti Peter Pan”.

Da qui il passo dalle poltroncine del teatro al palco fu breve. Già all’età di 11 anni, la piccola Emma Stone debuttava nei primi musical di provincia. Un percorso che la porterà proprio a Broadway nei panni della Sally Bowles di Cabaret, ruolo per il quale sarà lodata da tutta la critica americana.

Insomma, ballare e cantare sono sempre state le vere passioni della Stone fin dall’infanzia. Queste, unite alla passione di recitare, non potevano che sfociare in uno dei musical più riusciti ed interessanti degli ultimi decenni. Un modo per la Stone di mostrare al mondo le sue più “infantili” passioni, nonché il suo talento a 360 gradi.

 

Non solo il canto e il ballo

La La Land

Né una cantante né un’étoile. Emma Stone non è stata di certo scelta per il ruolo di Mia Dolan per le sue abilità di danzatrice o per il bel canto – o almeno non solo!. Damien Chazelle la scelse perché cercava una forte umanità nei suoi personaggi. E la Stone era l’attrice ideale per coniugare talento musicale, esperienza personale e una fortissima presenza.

L’attrice riesce a combinare nel ruolo magnetismo, vulnerabilità e senso di dignità. Tre caratteristiche che riescono proprio nell’intento di restituire quel clima tra sogno e concretezza che permea La La Land, e che in realtà è la caratteristica principale del genere musical. Per quanto i sogni di Mia e i luoghi in cui essa agisce siano distanti dalla nostra realtà, noi percepiamo la verità di chi ce li sta raccontando.

Dietro il personaggio, c’è infatti una Emma Stone che permea in ogni momento del film. C’è tutto il suo timore, il suo ricordo, la sua gioia e la sua vivacità. Sono questi caratteri che danno dignità, tridimensionalità, e credibilità agli occhi degli spettatori, al personaggio di Mia. Insomma, come direbbero entrambe, in una delle scene più vere e commoventi del film: “Onore a chi è un po’ folle, a chi ama osare, a chi ama sognare.”

 

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