Detenuto in attesa di giudizio, una storia vera ha ispirato il film con Alberto Sordi?

Detenuto in attesa di giudizio (1971), diretto da Nanni Loy e interpretato da Alberto Sordi, è un raro dramma nella filmografia di Sordi. Il film denuncia apertamente l'arretratezza e l'inadeguatezza dei sistemi giudiziario e carcerario italiani, ispirandosi a fatti realmente accaduti. Un'opera che rivela la dura realtà del sistema legale dell'epoca.
Alberto Sordi nel film Detenuto in attesa di giudizio

Detenuto in attesa di giudizio è un film del 1971 diretto da Nanni Loy e interpretato da Alberto Sordi, in una delle sue rare interpretazioni drammatiche. Il film  per la prima volta denuncia senza mezzi termini l’arretratezza e la drammatica inadeguatezza dei sistemi giudiziario e carcerario italiani. Detenuto in attesa di giudizio si ispira inoltre a fatti realmente accaduti.

Il geometra romano Giuseppe Di Noi vive da diversi anni in Svezia assieme alla moglie Ingrid e ai suoi due figli. Decide di portare in vacanza in Italia la sua famiglia, ma alla frontiera italiana lo arrestano senza alcuna spiegazione e lo scortano in un carcere a Milano. Solo dopo tre giorni, apprende di essere accusato di “omicidio colposo preterintenzionale” di un cittadino tedesco, morto in un incidente stradale avvenuto anni prima.

Di Noi subisce un lungo calvario, costellato di trattamenti umilianti, incubo che si protrae per giorni e giorni. Le forze dell’ordine lo spostano di carcere in carcere. Prima arriva a Regina Coeli, poi nella località immaginaria di Sagunto, nei pressi di Salerno. Qui è internato in una cella di isolamento perché, avendo risieduto all’estero, l’uomo potrebbe tentare la fuga. Suo malgrado, si trova coinvolto in una sommossa e spostato quindi in una struttura psichiatrica. Riuscirà a dimostrare la sua innocenza?

Detenuto in attesa di giudizio è un film basato su una storia vera, quella di Lelio Luttazzi, musicista e compositore, che nel 1966 fu arrestato alla frontiera di Ventimiglia con l’accusa di aver ucciso un tedesco in un incidente stradale avvenuto nel 1959. L’uomo subì una serie di angherie e soprusi, prima di essere prosciolto dopo 18 giorni di detenzione. Luttazzi raccontò la sua esperienza nel libro Operazione Montecristo, che fu letto da Alberto Sordi e che gli diede l’ispirazione per il film.

Un’altra fonte di ispirazione per la trama del film fu l’inchiesta televisiva “Verso il carcere” di Emilio Sanna, che documentava le condizioni disumane dei detenuti nelle carceri italiane. Questo è uno dei pochi film in cui Alberto Sordi è in un ruolo drammatico. Scopri le 5 migliori interpretazioni dell’attore, secondo noi.

Detenuto in attesa di giudizio è un film che ha il merito di aver portato alla luce una realtà drammatica e nascosta, quella della malagiustizia italiana, che ancora oggi affligge il nostro paese. La pellicola denuncia con forza le inefficienze, le violenze e le violazioni dei diritti umani che si consumano nelle carceri e nei tribunali. Qui spesso i detenuti in attesa di giudizio sono trattati come colpevoli e non come presunti innocenti.

Il film è anche una riflessione sull’identità e sull’appartenenza, sul senso di estraneità e di disorientamento che prova il protagonista. Di Noi si sente un cittadino europeo ma il suo paese d’origine lo tratta come un estraneo. Il film mette in evidenza il contrasto tra la civiltà e la modernità della Svezia, dove Di Noi vive e lavora, e l’arretratezza e la corruzione dell’Italia. Detenuto in attesa di giudizio è un film che non ha perso la sua attualità e la sua forza, che ci interpella. Potete recuperare il film questa sera su La7.

Ecco altrimenti un altro film che va in onda questa sera!

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