Dahmer, Golden Globe a Evan Peters: familiari delle vittime infuriati

A settembre, Netflix ha rilasciato Dahmer - Mostro: la storia di Jeffrey Dahmer, con Evan Peters nei panni di uno dei più famosi serial killer degli Stati Uniti. Un’interpretazione che ha permesso alla star di portare a casa un Golden Globe all’inizio di questa settimana indignando, però, i familiari delle vittime…

Mercoledì 11 gennaio si è svolta come ogni anno la cerimonia per premiare i film e i programmi televisivi migliori della stagione. Tra i premiati, Evan Peters ha vinto un Golden Globe per la sua interpretazione dello spietato killer Dahmer in Monster: La storia di Jeffrey Dahmer andata in onda su Netflix a settembre. Come previsto, non sono di certo mancate le polemiche riguardo alla celebre serie. Fin dal suo debutto, lo show ha scatenato moltissime polemiche da parte delle famiglie delle vittime. Secondo le varie accuse, la serie Netflix darebbe un taglio troppo neutro nei confronti del serial killer, esaltando in questo modo la sua figura.  

La prima ad alzare i toni è stata la signora Shirley Hughes, la mamma di Tony Hughes, uno dei 17 ragazzi uccisi da Jeffrey Dahmer tra il 1978 e il 1991:”Evan avrebbe dovuto usare il suo discorso di accettazione per menzionare le famiglie che stanno ancora soffrendo per i crimini di Dahmer, o per dire che Hollywood dovrebbe smettere di raccontare storie di assassini e glorificarli“, ha affermato la donna. “Ci sono moltissime persone con disturbi psichiatrici in tutto il mondo e spettacolarizzando gli assassini si alimenta l’ossessione di queste persone. È una vergogna che le persone possano usare la nostra tragedia e crearci un business. Le vittime non hanno mai visto un centesimo. Mentre le persone guardano comodamente la serie tv sul divano, noi abbiamo vissuto quelle emozioni tremende e continuiamo a viverle ogni giorno”.

Eppure, nonostante gli accesi dibattiti, la serie con Evan Peters sembra aver registrato un numero incredibile di visualizzazioni su Netflix (oltre 924 milioni di ore visualizzate) diventando così la terza serie in lingua inglese più vista di sempre. Ecco perché Netflix ha già pianificato altre due stagioni firmate da Ryan Murphy e dal suo collaboratore Ian Brennan. 

E voi, cosa ne pensate? 

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