È un periodo difficile. È un periodo difficile per la delicata situazione mediorientale, lo è per il pianeta. C’è la crisi. C’è un po’ di tutto. Ma l’informazione italiana, inevitabile specchio dei suoi lettori e ascoltatori, è interessata ad altro, probabilmente a ciò che vende di più. Questo è il motivo per cui gli articoli su Chiara Ferragni, il caso Balocco e la presunta separazione dal marito Fedez, sono circa un terzo maggiore rispetto a quelli sul conflitto israelo-palestinese.
L’influencer nata a Cremona e dai trenta milioni di followers (e la popolazione italiana supera di poco il doppio), è al centro di una tempestosa e tormentata bufera mediatica, sia da parte dei cosiddetti “haters”, che da coloro che la credono semplicemente colpevole, fino alla stampa nostrana, che ha messo una sua foto al centro di un bersaglio per il tiro con le freccette. Insomma, dei motivi ci saranno e, non avendo le carte necessarie per smentire nessuna delle sua accuse, non siamo interessati a discuterli.
Negli ultimi giorni, l’imprenditrice digitale sembra aver dissotterrato la testa da sotto la sabbia, pubblicando sui social (strano) e andando ospite dal suo “quasi amico” Fabio Fazio nella trasmissione Che tempo che fa, nonostante il risultato sia stato – seppur televisivamente ottimo (numeri alla mano) – un’ occasione “persa” e poco credibile. Senza dubbio diversa dall’intervista di più di un anno fa a Luca Guadagnino e Timothée Chalamet per l’uscita di Bones and All. Ma il sangue del film in questione non è paragonabile a quello che vedremo. Quanto accaduto nelle ultime ore ha dell’inaspettato, seppur con un piacevole riferimento cinematografico, quindi di nostro interesse.

Proprio così, L’Espresso ha deciso di mettere in copertina l’amata Chiara Ferragni con le sembianze di Joker, che – guardando il trucco – ipotizziamo sia quello di Joaquin Phoenix, ossia l’elemento che, almeno per chi scrive, interessa maggiormente. Il settimanale ha anche minacciato (o semplicemente avvertito) che venerdì pubblicherà un’inchiesta sull’oceanico insieme di società di sua proprietà, come leggiamo nella foto qua sopra: “Una rete ingarbugliata di società, una girandola di quote azionarie. Tra partner ingombranti, manager indagati e dipendenti pagati poco. L’influencer è a capo di un impero dove la trasparenza non è di casa”. Lei si è chiaramente tutelata, mettendo in mezzo i suoi legali, e querelando la testata nata nei primi anni ’90.
Insomma, la situazione che concerne Chiara Ferragni ha del tragicomico. Ma come, d’altronde, dice Arthur Fleck: “Ho sempre pensato che la mia vita fosse una tragedia, ma adesso mi rendo conto che è una c***o di commedia!”. Bello tutto, ma aspettiamo solo l’uscita del sequel.









