L’ultimo tassello dell’Universo Marvel diretto dalla regista Cate Shortland, Black Widow, è uscito nelle sale da due giorni soltanto, ma già sta riscuotendo un grande successo, portando i suoi creatori a rilasciare tutta una serie di interviste promozionali con l’obiettivo di invogliare i potenziali spettatori e ingrossare il box office – che ieri si attestava a 40 milioni di dollari, record d’incassi nell’era post-covid. Il titolo, stand-alone tutto al femminile dedicato a Vedova Nera – alias Natasha Romanoff, alias Scarlett Johansson – è considerato il primo della Fase Quattro dell’MCU, nonostante vada a chiudere idealmente la Saga dell’Infinito concentrandosi su un personaggio deceduto (purtroppo) in Avengers: Endgame (2019) dei Fratelli Russo. Abbiamo deciso di concentrarci su tre highlights principali, tutti no spoiler, per la felicità di chi non l’ha ancora visto.
Il primo è stato rilasciato dal produttore Kevin Feige in merito alla collocazione di Black Widow all’interno della linea temporale, trattandosi evidentemente di un prequel: “C’è un momento molto specifico in Civil War in cui Natasha ha una conversazione con Tony Stark e poi lascia l’inquadratura, e poi un momento molto specifico in Infinity War dove torna a Edimburgo con Sam Wilson e Steve Rogers. Questo film colma quella lacuna in un modo che non si limita solo a quello che ha fatto in quel periodo, ma riempie anche quest’altro aspetto della sua vita che è stato molto importante nella sua formazione”. Black Widow è dunque stato definito da molti come una sorta di “midquel” che mostra le conseguenze sulla vita della Romanoff della mancata sottoscrizione degli Accordi di Sokovia.
Il secondo ha direttamente a che fare appunto con “quest’altro aspetto della sua vita e della sua formazione”: la famiglia, una reunion necessaria fra genitori e figlie per approfondire finalmente la complessità (anche emotiva) di un personaggio rimasto troppo a lungo avvolto nel mistero. Scarlett Johansson ha rivelato che questa versione definitiva della storia, senz’altro preferibile, è stata messa a rischio per un certo periodo della lavorazione da un’alternativa precedente, in cui “Yelena (Florence Pugh) e Natasha erano avversarie e Yelena cercava di detronizzarla, come qualunque tipo di versione di spionaggio. Io ero tipo: ‘Non posso tornare a lavorare per questo”. Una versione fratricida molto simile, insomma, allo scenario creatosi in Black Panther (2018) di Ryan Coogler fra Pantera Nera (Chadwick Boseman) e Killmonger (Michael B. Jordan). Forse, effettivamente, ha avuto più senso sviscerare una nuova tematica, mai così centrale in tutto l’MCU.

Il terzo infine è più frutto di un ragionamento attualmente in voga nella fanbase che di una rivelazione ufficiale dei produttori, e riguarda il padre di Natasha, Alexei Shostakov, alias Red Guardian, alias David Harbour (Stranger Things). La versione sovietica di Capitan America si vanta, all’interno del film, di tutta una serie di imprese spesso confutate dagli altri testimoni, ma una su tutte potrebbe rivelarsi corretta: quella che vede lo scontro fra i due prototipi patriottici di supereroe da un lato all’altro della cortina di ferro, Red Guardian e Capitan America. Nonostante il primo fosse in attività nel periodo in cui il secondo si trovava congelato come “capitan ghiacciolo” – per usare una battuta del compianto Tony Stark – nella recente serie The Falcon and The Winter Soldier, il personaggio interpretato da Anthony Mackie ha rivelato come il governo americano avesse testato il siero di Steve Rogers anche su altri soldati. C’è la possibilità, dunque, che molti altri abbiano vestito – come nel fumetto d’altronde – i panni di Capitan America. Che siano destinati a ingrossare le fila delle nuove alternative storiche preparate per l’Universo Marvel?
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