American Sniper, film del 2014 diretto da Clint Eastwood, scritto assieme a Jason Hall, torna questa sera in prima serata. Il film ha come protagonista Bradley Cooper, che interpreta il militare Chris Kyle. L’intero lungometraggio è infatti basato sulla autobiografia dell’eroe di guerra, dal titolo omonimo, scritta in collaborazione con Scott McEwen e Jim DeFelice.
Di cosa parla American Sniper
Il protagonista è appunto Chris Kyle (uno dei ruoli più noti di Bradley Cooper, che oltre attore e regista è anche produttore con un ottimo fiuto), un giovane ragazzo del Texas, che decide di arruolarsi nel gruppo dei Navy Seal. Da subito Chris si distingue per le sue doti da cecchino. Quella di saper sparare da distanze notevoli è una abilità trasmessagli dal padre.
Chris si impegna in varie missioni in Iraq. Al contempo, è ormai un uomo sposato, con due figli. Difatti American Sniper gioca sul solito – ma mai noioso e stantio – meccanismo del soldato che continua a vivere i traumi della guerra, indeciso tra l’aiutare la propria patria in battaglia o il vivere in maniera sedentaria, assieme alla propria famiglia.
La storia vero dietro American Sniper
Uno dei grandi pregi del film di Eastwood (candidato a ben 6 Oscar, vincitore però solamente di quello per il Miglior Montaggio sonoro) è proprio quello di mantenere una profonda attinenza alla realtà. La storia narrata nel film si scosta leggermente da quella realmente accaduta e solo per alcuni elementi da rendere (necessariamente) maggiormente cinematografici. Impegnato nella guerra in Iraq, Chris Kyle è ricordato come il cecchino più letale della storia americana. Il suo soprannome “leggenda” gli è valso per il numero delle sue vittime: se ne contano ben 160 (quantificate dal Pentagono) ma il numero effettivo potrebbe in realtà essere il doppio.
Il solo obiettivo di Kyle in Iraq (nella missione del 2003, in congiunta con i Marines) era proteggere dall’alto i suoi compagni militari. La sua efficienza è provata dal fatto che gli insorti iracheni posero una taglia di 20.000 dollari sulla sua testa. Dopo la battaglia in Iraq nel 2003, sono seguite quelle di Fallujah nel 2004, Ramadi nel 2006 e Baghdad nel 2008. Naturalmente, col passare del tempo, le innovazioni tecnologiche (le nuove armi a disposizione degli avversari) e il reiterarsi della vita in guerra hanno logorato corpo e mente di Kyle.
Così è subentrata la moglie Taya e, conseguentemente, i due figli piccoli. Taya minacciava di metter fine al loro matrimonio in caso Kyle non fosse riuscito a ritirarsi. Così, nel 2009, il soldato rinuncia al proprio incarico. Ma se c’è una cosa che abbiamo imparato è che la guerra non lascia mai andare chi l’ha combattuta. Lo stress post-traumatico di Kyle non gli lascia spazio. Il cecchino è ormai vittima dell’alcolismo, sembra non riuscire a trovare una via di fuga fino a che comprende che – proprio perché la guerra non l’ha lasciato andare via – era ancora a lei che doveva rivolgersi e dare dunque una mano alle figure che (come lui, più di lui) non erano riuscite a superare quel trauma collettivo: i reduci.
Kyle ha contribuito a creare la FITCO Cares Foundation nel 2011 per fornire attrezzature per esercizi e consulenza ai veterani e la sua vita ha ottenuto nuova linfa grazia a questa sua missione umanitaria. Purtroppo, in una missione per aiutare i suoi compagni veterani, al poligono, il 2 febbraio 2013, il soldato Eddie Ray Routh ha sparato e ucciso lo stesso Chris Kyle e il suo amico Chad Littlefield a bruciapelo. Anch’egli soffriva di stess post-traumatico e venne condannato al carcere. Finisce in questo modo la storia di uno dei più coraggiosi e valorosi eroi di guerra degli Stati Uniti (esattamente come si vede dalle stesse immagini del film).
American Sniper andrà in onda questa sera, sabato 10 maggio 2025, alle ore 21:25 su Rete 4. Non vi resta che segnare tutte le informazioni e recuperare una delle preziose pellicole della filmografia di Clint Eastwood.









