Sicuramente le serie tv vanno giudicate e apprezzate nel loro insieme. Tuttavia ci sono dei singoli episodi che rimangono più impressi di altri. Magari sono quelli più divertenti, più particolari, oppure segnano dei passaggi importanti all’interno della trama. Sono quelli che potreste vedere e rivedere infinite volte, senza mai stancarvi.
Scegliere solo 12 episodi non è stato assolutamente semplice. In questo articolo troverete quelle che, secondo noi, sono le puntate migliori delle serie tv comedy. Per alcune serie abbiamo inoltre deciso di indicare più di un episodio. Ovviamente non si tratta di un elenco completo: ci sarebbero tante altre serie e tante altri episodi che potrebbero essere prese in considerazione. Non si tratta neanche una classifica, ma di un semplice elenco di episodi che, secondo noi, sono particolarmente degni di nota. Presto arriverà anche una seconda parte, incentrata sulle serie drammatiche.
Quindi, ecco a voi i nostri 12 episodi preferiti. Quali sono i vostri?
RICK E MORTY: Le ali della Rick-libertà (3X01)
Non è facile scegliere tra le assurde avventure di Rick Sanchez e suo nipote Morty, ma Le Ali della Rick Libertà ne sono un ottimo esempio. La terza stagione di Rick e Morty si apre in grande stile con uno degli episodi più folle, in cui i vari membri della famiglia sono coinvolti in una guerra senza esclusione di colpi.
Con Rick in prigione, la Federazione Galattica colonizza la Terra. Rick elabora un piano geniale per impedire che la Federazione rubi i suoi segreti, riuscendo così ad evadere. Nel frattempo Morty mostra a sua sorella Summer gli orrori che le avventure del nonno possono causare. Si genera un enorme e folle scontro tra la Federazione e i vari Rick dei diversi universi paralleli, che termina nel caos generale. Alla fine il “nostro” Rick riuscirà a ricongiungersi con la sua famiglia, mentre Beth e Jerry decideranno di divorziare.
In questo episodio più che in altri, Rick si dimostrerà un personaggio ambiguo e multiforme, geniale ma anche spietato, in un turbine di follia che è la caratteristica fondamentale di Rick e Morty.
FRIENDS: Minuti Contati (3×02), Io so che tu sai che io lo so (5×14)
Per una serie importante e iconica come Friends è difficile scegliere solo uno tra gli episodi. Ve ne proponiamo due particolarmente divertenti. Il primo è Minuti Contati: Ross deve partecipare ad un’importante serata al Museo dove lavora, in cui dovrà tenere un discorso. Tuttavia il resto del gruppo di amici non è ancora pronto per uscire, rischiando di arrivare in ritardo.
Ross è sempre più agitato, mentre ognuno degli altri sembra preso da altri problemi: Phoebe si macchia il vestito ed è costretta a coprirlo con un festone natalizio, Rachel non riesce a scegliere cosa indossare, Monica è distratta da un messaggio ricevuto dal suo ex Richard. Infine, Joey e Chandler continuano a litigare per un posto sulla poltrona. Si creano una serie di scene esilaranti, finché finalmente non saranno tutti pronti.
Indimenticabile è anche Io so che tu sai che io lo so: in questo episodio Rachel e Phoebe scoprono la relazione tra Chandler e Monica, fino ad allora nota solo a Joey. Le due decidono di prendersi gioco degli amici, ma anche questi scoprono l’inganno. In una vera e propria commedia degli equivoci, Phoebe e Chandler finiranno per flirtare tra di loro, ognuno intenzionato a far cedere l’altro. L’imbarazzo tra i due e la determinazione a vincere danno vita a scene molto divertenti.
HOW I MET YOUR MOTHER: Viaggiatori del tempo (8×20)
Un freddo aprile del 2013. Un giorno qualunque che però ricorda un’importante lezione. Ma procediamo con ordine. Ted si trova da McLaren’s, sorseggiando una birra e decidendo se assistere a Robot contro Wrestler. Barney cerca di convincerlo ad andare mentre Robin e Marshall discutono circa la paternità di un cocktail.
Ted e Barney incontrano i loro alter ego del futuro che snocciolano pro e contro delle possibili scelte che Ted potrebbe o non potrebbe prendere nel corso serata. Alla fine però Ted scopre che tutto ciò è solo elucubrazione mentale frutto di una serata malinconicamente solitaria, passata al solito bar a bere birra e ricordare i momenti felici ormai passati.
La scena è sempre più affollata finché, ad un certo punto, risuona un “sei solo Ted” che rompe il velo di Maya e lo riporta alla cruda realtà. La realtà per lui significa essere in quell’età di mezzo, in cui si sente il bisogno di voltare pagina, di crescere, ma il passato riaffiora sotto forma di ricordi, e rende questo cambiamento tremendamente sofferto. La nostalgia funge da cassa di risonanza emotiva e mostra quella lieve malinconia come molto più simile al dolore di quanto qualche ricordo di momenti divertenti con gli amici meriterebbe.
Si torna quindi a quel freddo aprile del 2013: Ted vuole affrettare i tempi, conoscere la futura moglie 40 giorni prima del giorno designato dal fato. Non lo far. Il motivo? La morale della puntata: ogni momento, anche il più buio, ci rende la persona che siamo. Tutto ciò può spaventare, certo. Poi però la scena finale in cui i Ted e i Barney cantano tutti insieme ci ricorda la cosa più importante: non prendere nulla troppo sul serio, perché fa tutto parte del gioco.
(A cura di Tommaso Serena)
SCRUBS: Le mie vanterie a letto (1×15), Il mio sconvolgimento (3×14)
Le mie vanterie a letto riscatta la sottovalutata prima stagione di Scrubs. Dopo il commovente episodio La mia vecchia signora, in cui i protagonisti perdono tre pazienti, la serie di Bill Lawrence regala un altro assaggio del suo potenziale. J.D. ed Elliott hanno finalmente iniziato la loro relazione, mentre dottori e infermieri in ospedale sono chiamati a farsi visitare da una psicologa. Fra salti temporali e intime confessioni dallo stile documentaristico emergono i temi personali che avrebbero caratterizzato i personaggi per tutte le stagioni: Cox è più idealista di quanto si pensi, J.D. ed Elliott troppo insicuri per impegnarsi nella vita, Turk e Carla rappresentano la stabilità. Ma l’episodio più commovente e iconico di Scrubs è Il mio sconvolgimento che vede la morte di Ben, il quale agisce come una specie di fantasma per metà episodio: così facendo inganna lo spettatore circa la sua dipartita e carica al massimo l’emotività della scena finale in cui Cox realizza il fatto che non voleva razionalizzare.
(A cura di Tiziano Angelo)
THE OFFICE (US): A cena da Michael (4×13)
Michael e Jen sono ormai una coppia fissa, così riescono ad invitare le altre coppie dell’ufficio a cena: Jim e Pam, Andrew e Angela (e poi anche Dwight e la sua baby sitter) si ritroveranno a casa Scott per una serata all’insegna del disagio e dell’imbarazzo.
Jen si riconferma un personaggio ambiguo ed esilarante: tra la sua linea di candele “Serenity by Jen” e la sua gelosia nei confronti di Pam. La tensione durante la cena si fa sempre più forte, fino ad un acceso e infantile litigio tra Michael e Jen, tra l’evidente imbarazzo degli ospiti che attendono la loro cena. Jim tenta la fuga, Andrew prova un gioco di gruppo, Angela non risparmia frecciatine alla povera Pam. Un climax esilarante, che rivela quanto sia in realtà tossica la relazione tra i due. Decisamente una puntata indimenticabile ed uno dei migliori episodi della serie!
BOJACK HORSEMAN: Churro Gratis (5×06), La vista a metà strada (6×15)
Far rientrare Bojack Horseman tra le serie comedy è decisamente riduttivo. D’altra parte gli episodi che più ci colpiscono della serie sono proprio quelle che più riescono a commuoverci. Uno di questi è sicuramente Churro Gratis: una puntata semplice, un lungo e intenso monologo, che non aggiunge nulla alla trama ma che rimane decisamente impressa nello spettatore. La madre di Bojack è morta, e il cinico cavallo deve tenere un discorso durante il funerale. Il suo rapporto con i genitori non è mai stato idilliaco, e ora si ritrova a mascherare il suo dolore con il suo amaro sarcasmo. Per non parlare del gioco di parole: quel “I see you”, ti vedo, che Bojack interpreta come un finale riconoscimento e riconciliazione con la madre, e che invece è semplicemente la sigla della terapia intensiva: in una parola, straziante.
Ma non possiamo dimenticare anche la penultima puntata, La vista a metà strada: per molti vera conclusione della serie, Bojack si trova a confrontarsi con tutti i fantasmi della sua vita, faccia a faccia con i suoi traumi e i suoi ricordi, in una danza e allo stesso tempo fuga dalla morte. Una puntata simbolica, forte e intensa.
I SIMPSON: E con Maggie sono 3 (6×07)

Non poteva mancare I Simpson dal nostro approfondimento. Fra i tanti episodi cult, E con Maggie son 3 è da sempre uno dei più amati dai fan. Racconta la storia della nascita di Maggie, ultima arrivata nella famiglia gialla. Homer non vorrebbe un terzo figlio: capisce che comporterebbe troppe rinunce. Quando si trova effettivamente la piccola fra le braccia, però, realizza che Maggie è uno degli amori della sua vita e vale la pena di fare ogni sacrificio. I Simpson, nella maniera più satirica possibile, racconta l’americano medio ma stavolta rinuncia a una parte del suo cinismo: per un papà che lavora in una centrale nucleare, il sostegno della foto della sua bambina in ufficio può ovviamente allievare qualsiasi disagio.
(A cura di Tiziano Angelo)
FUTURAMA: Il quadrifoglio (3×10)
Dopo un breve excursus sulla nascita di Philip, Yancy lancia un razzo giocattolo dalla finestra, il razzo diventa quello della Planet Express, attraverso un virtuosismo del montaggio che in gergo tecnico si chiama Match Cut con continuità grafica, e ci mostra come procederà la puntata, ovvero con una parte di racconto ambientata nel passato.
Inizialmente Philip è alla ricerca del quadrifoglio fortunato lasciato nella sua “pessima raccolta musicale anni ’80”, come la definisce Lela, ed è convinto che suo fratello gliel’abbia rubato. Scoprirà che lo ha fatto per darlo a suo figlio, chiamato Philip proprio in onore del fratello, del quale sentiva la mancanza. Fry rimane spiazzato, da solo davanti alla tomba di quello che aveva appena scoperto essere il nipote chiamato come lui, che però non ha mai potuto conoscere.
Con la struggente Don’t you, dei Simple Minds, uno dei pezzi simbolo degli anni ’80, l’inquadratura si allontana, mostra il cimitero orbitante nell’universo. La morale è abbastanza chiara: anche nel freddo ed immenso universo, anche a distanza di mille anni, anche di fronte ad una tomba, i legami umani sono tutto ciò che conta davvero.
(A cura di Tommaso Serena)
FLEABAG: 2X04
Gli episodi della seconda stagione di Fleabag sono incentrati soprattutto sulla relazione impossibile tra la protagonista e il Prete (Andrew Scott), con un continuo richiamo al simbolismo religioso in chiave spesso “sacrilega”. Questa è una puntata di svolta, sotto vari aspetti.
I due passano la giornata insieme, l’attrazione e la comprensione che li lega diventa sempre più evidente e difficile da nascondere. Fleabag ricorda il funerale di sua madre, un lutto che si porta ancora dietro e che non ha del tutto superato. Nei suoi ricordi la chiesa era il luogo in cui non si sentiva a suo agio, perché troppo bella in una situazione di dolore. Nel presente è ciò che impedisce il suo amore per il prete.
La puntata si chiude con una delle scene più belle e memorabili dell’intera serie: quella della confessione. Fleabag, fragile e ubriaca, si confessa con il prete. Inizialmente scherzando, ripercorrendo la sua vita dissoluta. Ma poi riesce ad aprirsi realmente. Confessa di volere qualcuno che le dica cosa fare, come comportarsi, cosa scegliere, perché sente di aver sbagliato tutto. Capiamo qui che il suo amore per il Prete è in realtà la ricerca di una guida, di qualcosa a cui aggrapparsi, di qualcuno che la comprenda e la aiuti.
BORIS: A morte il Conte (2×07)
In questa puntata il cast si arricchisce dell’importantissima presenza “extra” di Mariano Giusti (Corrado Guzzanti). L’attore psicolabile e fresco di conversione è stato chiamato ad interpretare il criptico ruolo del conte, ma si rifiuta di girare a causa della perpetrata blasfemia del set. La presenza magistrale e maestosa di Guzzanti si interseca alla perfezione con le “solite” dinamiche del set degli Occhi del cuore 2, offrendo momenti che spaziano con facilità dall’ilarità alla tensione, passando pure per una buona dose di cringe. Di sicuro uno degli esempi più completi e articolati della serie italiana più riuscita di sempre.
(A cura di Alberto Candiani)
ATLANTA: Teddy Perkins (2×06)

Donald Glover è uno degli artisti che più ha influito e fatto parlare di sé degli ultimi anni. La maggior parte delle persone sicuramente lo assocerà a This Is America, realizzata sotto lo pseudonimo di Childish Gambino, brano che (anche grazie a uno spettacolare video) ha scosso tutto il pianeta. Ma Glover ha fatto molto altro: recitato in svariati film di successo, scritto molti episodi della serie cult 30 Rock ma soprattutto ha creato e interpretato uno dei migliori show televisivi dell’ultima decade. Stiamo ovviamente parlando di Atlanta, prodotto per il quale l’aggettivo geniale non risulta sprecato. Una serie comedy che con le sue due prime stagioni ha cambiato diversi canoni della comicità statunitense, riuscendo a abbracciare un’anima hip-hop senza lasciarsi sfuggire la possibilità di guardare con sguardo lucido e consapevole l’attuale situazione socio-politica statunitense. Scegliere un singolo miglior episodio non è stato un lavoro semplice, ad esempio l’episodio “Il Talk Show” della prima stagione sarebbe stato una decisione altrettanto comprensibile. Abbiamo però optato per “Teddy Perkins”, una puntata dove il genio di Glover rompe le barriere dei generi e del linguaggio narrativo portando il personaggio di Darius in una sorta di thriller surreale. Capolavoro non è una parola sprecata in questo caso.
(A cura di Giacomo Lenzi)
SEINFELD: Il ristorante cinese (2×11), La scommessa (4×11)

Agli albori della sit-com moderna, ancora più di Friends, troviamo un altro prodotto di culto che risponde al nome di Seinfeld, andato in onda dal 1989 al 1998. Lo show di Jerry Seinfeld, creatore ed interprete, ha un obiettivo preciso: raccontare il nulla, quindi il nichilismo del quotidiano. La massima espressione di questo concetto avviene ne Il ristorante cinese, un episodio in cui i protagonisti – Jerry, Elaine e George – aspettano di potersi sedere al tavolo di un locale senza che succeda effettivamente niente di rilevante. I minuti di attesa sono snervanti per i personaggi: la mancata possibilità di mangiare nonostante la fame rende la tensione comica sempre crescente e la possibilità di identificazione universale. Nella quarta stagione abbiamo poi La scommessa, esilarante episodio in cui i quattro amici fanno a gara a chi riuscirà a non masturbarsi per più tempo: fu un episodio di rottura – tutt’ora in cima alle classifiche di tutti i critici – in cui l’aspetto sessuale troppo “sconcio” per il network veniva magistralmente mascherato da giochi di parole, rendendo la visione ancora più divertente.
(A cura di Tiziano Angelo)
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