WandaVision: uno dei prodotti più coraggiosi dell’universo Marvel?

Ormai non dobbiamo più precisarlo: il 2020 è stato un anno tremendo sotto moltissimi punti di vista. Uno di questi – si fa per dire, ma nemmeno troppo! – è che è stato il primo anno da più di un decennio senza un prodotto del Marvel Cinematic Universe.

L’ultima volta che l’ormai famosissimo logo dei Marvel Studios si è palesato sul grande schermo è stato con Spider-Man: Far From Home. Ma da quell’estate del 2019 di cose ne sono passate parecchie, e tra rinvii e posticipi tutti i piani di Kevin Feige e compagni sono stati mandati all’aria.

Questo giusto per dire la mole di responsabilità che porta sulle spalle una serie come WandaVision, uscita lo scorso 15 gennaio e ormai arrivata al suo quinto episodio (di 9). La serie tv incentrata sulla coppia dai poteri paranormali è stata infatti scelta come inizio dell’importantissima Fase 4. Una fase che sarebbe dovuta iniziare al cinema con Black Widow e proseguire con Falcon e The Winter Soldier, mentre approda su Disney+ con questa serie totalmente inaspettata e davvero fuori dal comune.

Andiamo a vedere perché…

WandaVision: non un film, ma una serie

Wanda cerca tra le ricette svolazzanti per la cucina

Le regole del cinema e della televisione non sono mai state così interconnesse come negli ultimi anni. E, se vogliamo, proprio prodotti articolati e seriali come il MCU hanno contribuito ad avvicinare questi due mondi. Ma WandaVision è una serie tv che sa di esserlo, che sa di essere parte di una tradizione decennale con un linguaggio e delle esigenze tutte sue.

La serie tv si presenta, in particolare nei primissimi episodi, come un prodotto differente e inaspettato. Ognuno dei brevi episodi di cui è composta sono infatti un omaggio alla tradizione televisiva delle sit-com. Ciascuno dedicato ad una decade precisa, con cambi di registro, di inquadratura, di modalità comica e di scenografie. Il tutto reso ancora più ricco e gustoso dall’interpretazione dei comprimari: Elizabeth Olsen, Paul Bettany e una sorprendente Kathryn Hann. Un omaggio frutto dell’abile e contenuta scrittura della showrunner Jac Schaeffer e dell’occhio controllato di Matt Shakman. Si tratta di una scelta che strizza di sicuro l’occhio ad un appassionato, ma che si prende il grosso rischio di rimanere solo un gioco linguistico a se stante.

Insomma per sottoporre ai fan Marvel, dopo due anni dalla battaglia più grossa mai vista sul grande schermo, un prodotto che di fatto è (almeno primariamente) semplicemente una sit-com in bianco e nero con sketch comici e pettinature impomatate, ce ne vuole del coraggio. Un esperimento che sembra però ancora più riuscito, in particolare in relazione allo sviluppo che sta prendendo la serie.

Lo straniamento

Wanda trova un aeroplano a colori inviato dallo SWORD

L’impianto estetico-linguistico delle sit-com americane viene utilizzato con molta intelligenza in WandaVision. Come impariamo ufficialmente dal quarto episodio, Interrompiamo questo programma, la storia idilliaca familiare della famiglia quasi perfetta fatta da Wanda e Visione è in realtà una farsa montata ad arte dalla stessa Scarlet. Visione è infatti stato ucciso da Wanda in Avengers: Infinty War per impedire a Thanos di impossessarsi della gemma dell’anima; e poi è stato ucciso una seconda volta proprio dall’Eterno, dopo il riavvolgimento del tempo operato dallo stesso. Non può dunque essere vivo in questo momento. E tantomeno in quest’idilliaca versione di vita presentata dallo show.

Insomma Visione non esiste più, ma Wanda lo sta facendo rivivere al meglio che può, nel suo programma. Viene dunque scelta la tv per rappresentare quell’idea di perfezione e di utopia della vita nel sobborgo americano. Un’utopia che viene però raccontata tramite un anacronistico linguaggio televisivo: quello della sit-com. Ed è proprio questo linguaggio che opera nello spettatore un doppio straniamento.

Se, ad un primo impatto con la serie, siamo quasi increduli nei confronti di ciò che stiamo vedendo, una volta entrati nelle dinamiche di questo particolarissimo prodotto, ecco che arriva di nuovo un altro elemento di incredulità. WandaVision ci viene a battere di nuovo sulla spalla e a dirci che quello che ci stavamo abituando a vedere non è la realtà. Certo, lo si capiva fin dall’inizio che c’era qualcosa che non andava. Ma da qui in avanti, e il quinto episodio ne è l’esempio perfetto, lo spettatore si troverà a dover mettere in discussione qualsiasi assunto gli si pone davanti agli occhi.

Un esperimento coraggioso e ambivalente

Wanda si prepara a scatenare il suo potere su Monica

La scoperta con certezza, negli ultimi due episodi andati in onda, dell’esistenza di una realtà “altra” rispetto a quella divertente, ma artificiale, creata da Wanda, apre la serie ad ancora più possibilità. Le interazioni fra la vita tranquilla della cittadina di Westview e le indagini “esterne” capitanate dalla SWORD rendono il tutto più complesso.

E la complessità di cui stiamo parlando non si risolve meramente a livello narrativo, ma è una complessità di tipo tematico e morale. Infatti, come è ormai più che lecito pensare, non c’è alcuna minaccia esterna a fare tremare il mondo della nostra protagonista, il villain della storia è lei stessa, insieme alla sua volontà.

Questa presa di coscienza rende l’intero show davvero un affascinante esperimento sui risvolti più cupi e difficili dell’essere supereroi, e in definitiva anche su quelli più umani. WandaVision ci mostra, in sostanza, le conseguenze e le modalità di approcciarsi al dolore e al trauma causati dalla perdita dei cari (in questo caso: Visione e il fratello Piero). Non solo dunque un racconto fatto di azione e di scontri, ma un racconto sulla perdita e sulla difficoltà di raggiungere il benessere psicologico. Di quanto questo sia difficile da mantenere e di quali implicazioni, per se stessi e per gli altri, il tutto porti con sé. Una narrazione che si tinge anche di una maggiore complessità, se si pensa che la serie aggiunge un ulteriore livello tematico che è quello dello scontro tra realtà e finzione (cinematografica/televisiva/dell’intrattenimento).

Possiamo aspettarci che la seconda parte faccia ritornare la serie su binari più consoni ad un classico prodotto Marvel. Ma quello che appare chiaro da questi primi 5 episodi è che WandaVision risulta uno dei prodotti più innovativi, più imprevedibili e meglio dosati degli ultimi tempi. Di sicuro il miglior modo dei Marvel Studios per dare inizio alla Fase 4! Non di certo uno dei compiti più facili da fare, dato il portato di un prodotto così “conclusivo” come Endgame.

Fateci sapere che cosa ne pensate nei commenti.

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