Twin Peaks è il miglior film 2017: parola de les “Cahiers du cinéma”

L’autorevole rivista cinematografica Cahiers du cinèma proclama Twin Peaks: The Return miglior film del 2017.

Dal primo telefilm d’autore, firmato Alfred Hitcock (1955) alla prima stagione di Twin Peaks (1989), esistono decenni di sit-com concepiti come prodotti low cost destinati ad un intrattenimento, sostanzialmente disimpegnato. Poi vennero David Lynch e Mark Frost e, tra il porto, le strade e i boschi della misteriosa Twin Peaks, riscrissero le sorti di questo tipo di produzione. Infatti, è proprio con I Segreti di Twin Peaks che viene introdotto un principio di autorialità, e, da celebrazione generalistica di una quotidianità più o meno ordinaria, la serie tv si trasforma gradualmente in un prodotto squisitamente cinematografico.

E non è un caso se, nel 2017, è ancora David Lynch a sancire una svolta epocale sul fronte delle serie tv: poche ore fa, infatti, la prestigiosa rivista cinematografica francese Cahiers du Cinema  ha pubblicato la Top Ten dei migliori film del 2017, proclamando Twin Peaks : The return – miglior film dell’anno uscente.

Twin Peaks, "Cahiers du cinéma"

Pochi secondi di sorpresa, prima di ricordare che quella che può apparire come una provocazione è in realtà un tributo del tutto plausibile alla squadra Lynch/Frost, poiché il nuovo e terzo capitolo di Twin Peaks, giunto ben venticinque anni dopo il secondo,  è stato effettivamente concepito come un unico film della durata di diciotto ore. I diciotto episodi di questa terza stagione, infatti, hanno lo stesso titolo: The Return, seguito da una numerazione progressiva da 1 a 18.

Nonostante fosse necessaria una puntualizzazione sulla natura della fortunata opera di David Lynch, essa non attenua l’impatto innovatore della scelta operata dalla rivista francese. E, sebbene fosse chiaro da tempo che le serie tv stessero vivendo un momento di particolare splendore, non altrettanto chiara era ormai la sussistenza di un confine, tra di esse e le produzioni destinate al grande schermo. Ma, con l’intervento deciso e autorevole de les Cahiers du cinéma ci affacciamo, con il nuovo anno, a considerare un’estrema labilità di confini e una nuova prospettiva critica.

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