The Office US: 7 motivi per amare (e rivedere) la serie

Diciamolo chiaramente: non servono scuse per rivedere The Office US. Il remake americano dell’omonima serie britannica di Ricky Gervais ha ottenuto un successo enorme di critica e pubblico. Ambientata in un piccolo ufficio di Scranton, come un finto documentario segue la vita lavorativa dei dipendenti. Nel corso delle nove stagioni la serie ha ottenuto numerosi riconoscimenti, riuscendo a non deludere quasi mai gli spettatori.

Al momento, The Office US è disponibile sia nel catalogo Amazon Prime Video che in quello Netflix. Se non l’avete ancora mai vista, è questa l’occasione giusta per recuperarla. Ma anche se conoscete già le vicende della Dunder Mifflin, allora è il momento di rivederla! Perché? La risposta breve è perché è una delle sitcom più geniali e divertenti che siano mai state realizzate. Ma se non vi basta, ci pensiamo noi: ecco 7 motivi per cui è impossibile non amare The Office!

1. Il finto documentario secondo The Office

Di solito l’obiettivo dei documentari è di mostrare delle realtà interessanti, particolari o lontane da noi. Ma il soggetto di The Office è totalmente l’opposto: si tratta di un banale ufficio, piccolo e non particolarmente vivace, di una agenzia che vende carta. Nulla di più quotidiano e anonimo. La genialità della serie sta proprio in questa idea, e funziona benissimo.

In primo luogo, la scelta del finto documentario comporta un ambiente piccolo e un numero limitato di personaggi: una situazione relativamente statica, che impariamo a conoscere e che ci diventa ben presto familiare. Lo spettatore entra a far parte, a tutti gli effetti, della vita del piccolo ufficio di Scranton. Ne apprende le dinamiche, le relazioni tra i personaggi, impara i linguaggi e gli inside jokes.

Inoltre la dinamica del documentario potenzia la sospensione dell’incredulità: le scene ci sembrano più spontanee e naturali rispetto ad una normale sitcom. Tutto ciò crea un contrasto inaspettato. Da un lato, infatti, ci troviamo di fronte ad una situazione del tutto realistica e quotidiana, che probabilmente abbiamo vissuto in prima persona e riconosciamo. Le dinamiche dell’ufficio, il rapporto con i colleghi, gli inconvenienti sul lavoro sono tutte realtà perfettamente nella norma. Allo stesso tempo ci sono alcuni elementi che appaiono assolutamente sopra le righe, e spiccano con più intensità proprio in questo contesto di normalità. E’ questo senso di familiarità e straniamento che caratterizza The Office e la rende una serie diversa dalle altre.

2. Il cringe come mezzo di comicità

Jim che guarda in cameraL’umorismo di The Office è molto particolare, e forse non apprezzato da tutti. D’altra parte se vi piace questo tipo di comicità, l’ufficio di Michael Scott la porta avanti in modo molto efficace. Molto spesso, infatti, The Office basa le sue scene più divertenti su un senso di disagio, di inadeguatezza: quello che comunemente definiamo cringe.

I personaggi di The Office non sono particolarmente brillanti o arguti, non hanno la battuta pronta e difficilmente li ammiriamo. Sono, al contrario, individui bizzarri, costretti in un posto di lavoro alienante e poco stimolante, in cui non si sentono realizzati. Sono annoiati, frustrati e spesso fuori posto. E proprio da qui nasce la loro forza comica. Nel contesto quotidiano e banale che abbiamo descritto, il divertimento non nasce da situazioni straordinarie o equivoci complessi. Si gioca piuttosto sui silenzi, sugli sguardi, sui momenti di imbarazzo e disagio, sulle piccole azioni che appaiono fuori posto o stravaganti.

I semplici giochi che si inventano per combattere la noia dell’ufficio, le piccole lotte tra colleghi, le battute fuori luogo o gli imprevisti: le situazioni più riconoscibili vengono esasperate in The Office, senza mai risultare irreali. Ogni singolo personaggio ha le proprie peculiarità che lo rendono bizzarro, ma in un modo ben riconoscibile e personale. Lo spettatore inizia ad aspettarsi anche le assurdità di Dwight o le gaffe di Michael Scott, trasformando questi elementi di quotidiano disagio in perle di assoluto divertimento.

3. Michael Scott

Michael Scott nel suo ufficioNon ha bisogno di presentazioni: il regional manager della Dunder Mifflin di Scranton interpretato da Steve Carell è un vero e proprio simbolo di The Office. E’ innegabile che Michael Scott abbia un peso molto importante nella riuscita della serie, e il suo rimane uno dei personaggi più amati dai fan.

Michael Scott è senza dubbio un personaggio bizzarro: entusiasta, ingenuo, spesso infantile, il suo obiettivo è quello di farsi degli amici piuttosto che di gestire al meglio il suo ufficio. Ma si tratta anche di un personaggio sfaccettato, che ha una forte evoluzione nel corso delle stagioni. In un primo momento può sembrare persino poco simpatico: la sua mitomania, il suo continuo tentativo di piacere agli altri, unito alle sue continue uscite fuori luogo e persino offensive, non rende l’ambiente lavorativo piacevole.

Col tempo, però, scopriamo in Michael Scott un uomo pieno di fragilità, di insicurezze, capace di creare tenerezza ed empatia. In molti cercano di approfittarsi del suo animo buono e fin troppo ingenuo, ma sembra del tutto immune al cinismo e alla crudeltà del mondo del lavoro. Dimostrerà di essere un capo indubbiamente atipico, ma anche abile nel gestire le sue responsabilità, ben disposto all’ascolto e all’aiuto. Oltre ad essere il protagonista di alcune delle scene più esilaranti della serie, Michael Scott ci ha anche lasciato un insegnamento fondamentale: ‘Non fare mai, per nessun motivo, fare nulla a nessuno, per nessun motivo, mai, qualunque cosa…”

4. Da Jan a Holly: l’amore secondo The Office

Michael Scott insieme ad HollyCome in ogni sitcom che si rispetti, in The Office US non mancano le storie d’amore. In questo caso, però, non voglio parlare della classica storia tra Jim e Pam, ma delle complesse relazioni di Michael Scott. Nel corso delle nove stagioni, Michael ha diverse partner più o meno importanti. Tuttavia sono due le donne più importanti della sua vita: Jan e Holly.

Si tratta di due donne e due relazioni molto diverse tra di loro. Quello di Jan è un personaggio fortemente autoritario e manipolativo. Michael Scott ha una profonda ammirazione per la sua determinazione, la sua indipendenza e bellezza, ma è totalmente sottomesso a lei. Il loro rapporto è sbilanciato: Michael viene del tutto eclissato dalla forte personalità di Jan, accetta ogni sua richiesta e isteria senza controbattere. E’ una relazione evidentemente tossica, che tuttavia fatica a troncare. Complice anche la fragilità di Michael Scott stesso, che desidera così tanto un amore e una famiglia da sacrificarsi per questo.

Michael sembra non vedere alternative a Jan, finché non incontra Holly. La nuova rappresentante delle Risorse Umane della Dunder Mifflin sembra essere la sua anima gemella: lo comprende, apprezza e condivide le sue stranezze, ha lo stesso animo spensierato e giocoso. Con lei Michael può essere sé stesso. Anche in questo caso la relazione comporta dei sacrifici: Holly verrà trasferita, e per poterla sposare Michael sarà costretto ad abbandonare il suo amato lavoro. Eppure, in questo caso, si tratta di una scelta consapevole e condivisa. Decisamente una storia d’amore a lieto fine.

5. Kevin Malone

Kevin in una scena di The OfficeNon amare Kevin è semplicemente impossibile. Tra i personaggi secondari di The Office US, Kevin Malone è uno dei più divertenti e apprezzati. Con il suo sorrisetto e il suo sguardo non proprio sveglio rende ogni scena esilarante. Kevin introduce nella serie la sua parte più demenziale: con poche, semplici battute, ma anche solo con la mimica facciale riesce a creare un personaggio molto funzionante per la comicità della serie.

A differenza di altri personaggi, quello di Kevin non ha una particolare evoluzione o un approfondimento all’interno della serie. Conosciamo poco della sua vita privata al di fuori dell’ufficio. Sappiamo che suona la batteria, che ha uno strano cane che si muove poco e che cucina dell’ottimo chili. Eppure risulta un personaggio ben delineato, fortemente caratterizzato e particolare.

Complessivamente, Kevin non è fondamentale nello sviluppo della trama di The Office, ma senza di lui la serie avrebbe una grave mancanza. E’ solo un esempio di come ogni singolo personaggio sia un tassello importante per la riuscita della serie, ognuno ha il suo spazio e la possibilità di esprimere il suo potenziale comico nel modo migliore possibile.

6. I segreti di Creed

Creed parla con le telecamereCome Kevin, anche Creed è un personaggio secondario all’interno di The Office. Si tratta, però, di uno dei personaggi più sottovalutati e allo stesso tempo migliori della serie. Se di Kevin sapevamo poco, di Creed sappiamo quasi nulla… e forse è meglio così. La sua particolarità è quella di nascondere, sotto un aspetto del tutto innocuo, una vita piena di segreti e crimini.

Ogni singola battuta pronunciata da Creed è una perla nella sceneggiatura della serie. E’ un continuo gioco di allusioni, di sottintesi e di non detto. Creed sembra confessare ogni sorta di illegalità e crimine con una naturalezza disarmante, che ci lascia sempre con il dubbio: cosa è vero e cosa no? Si tratta solo di un uomo anziano e un po’ folle, o siamo realmente di fronte ad un criminale internazionale?

Probabilmente ci sarebbe materiale per un intero spin-off incentrato sulle avventure di Creed al di fuori dell’ufficio. Ma il bello di questo personaggio sta proprio nel fatto di non poterlo mai conoscere realmente. Non tanto perché lui stesso voglia nascondere le sue attività oscure, ma semplicemente perché, forse, è meglio non chiedere!

7. Il rapporto tra Jim e Dwight

Jim e Dwight con un cartelloParlando di The Office US è inevitabile parlare dei suoi protagonisti: Jim e Dwight. D’altra parte è difficile raccontare l’uno senza far riferimento all’altro. Jim (John Krasinski) e Dwight (Rainn Wilson) sono due personaggi diversi e complementari: il primo è forse il più “normale” dell’ufficio, rappresenta l’impiegato comune, sebbene sia un ragazzo intelligente, capace e molto bravo nel rapportarsi con gli altri; Dwight, invece, è un personaggio decisamente eccentrico, bizzarro e sopra le righe. Si tratta di un lavoratore instancabile, determinato e ambizioso. Ma sembra vivere in un mondo tutto suo, pieno di stranezze, pericoli e nozioni assurde da memorizzare.

Apparentemente Jim e Dwight sono nemici giurati. I due non fanno che punzecchiarsi a vicenda, scambiarsi scherzi assurdi ed ostacolarsi. Eppure, tra di loro ci sono una stima ed una chimica innegabili. Nel contesto lavorativo si completano a vicenda: la loro competizione è uno stimolo per entrambi, contribuirà a far loro ottenere una carriera in salita nella Dunder Mifflin. Allo stesso tempo, gli scherzi che si scambiano sono un passatempo che aiuta a dimenticare l’alienazione di un lavoro fondamentalmente noioso e ripetitivo.

I due si riveleranno dei grandi amici e sapranno sostenersi nei momenti più difficili. L’evoluzione dei due personaggi li renderà sempre più complessi ed interessanti. Saranno i protagonisti delle scene più divertenti, ma anche di quelle più emozionanti, senza mai scadere nella banalità. Senza dubbio The Office non sarebbe lo stesso senza l’incredibile e sfaccettato rapporto che lega Jim e Dwight.

 

E se tutto questo non dovesse ancora bastarvi, pensate a quanto The Office US sia ormai entrato di diritto nella cultura popolare. Potete trovare ovunque citazioni o meme ispirati alla sitcom. Il suo impatto sul pubblico è così forte che anche chi non ha mai visto la serie, probabilmente ne conosce alcune scene iconiche. Sono battute talmente divertenti e ben costruite da risultare efficaci anche se estrapolate dal loro contesto originale. Insomma, cos’altro state aspettando a ricominciare The Office?

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