Netflix ha colto un po’ tutti di sorpresa quando, questo mese, ha deciso di cancellare lo show The OA dopo due stagioni. La decisione ha scatenato la reazione immediata di milioni di fan in giro per il mondo. Una reazione che è partita dal movimento social #SaveTheOA, culminando in un flashmob e in uno sciopero della fame.
Ora abbiamo la conferma ufficiale che tutto (molto probabilmente) è perduto: non ci sarà nessun film di chiusura per The OA. A riportare la notizia è Variety. La soluzione “tappabuchi”, sull’onda di quello che era avvenuto per Sense 8, era stata proposta a Netflix dai due creatori della serie Brit Marling e Zal Batmanglij. La proposta, però, non è stata accettata anche a causa dell’impossibilità di tirare le fila di una storia progettata per 5 stagioni per ridurla ad uno speciale di 2 ore o poco più.
La sola speranza è che un altro network si faccia carico della produzione e distribuzione di The OA. Nel frattempo i contratti di tutti gli affiliati alla serie sono stati sospesi.

Marling, in un accoratissimo post su Instagram per i fan, ha spiegato le varie ragioni e si è spinta un po’ più in là. Tra le altre si legge: “Le vostre parole e immagini ci commuovono profondamente. Non perché lo show debba continuare, ma perché per alcune persone la sua cancellazione inaspettata fa salire domande più ampie circa il ruolo delle storie e il loro destino in questa epoca tardo-capitalista improntata sulla conglomerazione e l’economia di scala“. Insomma, un invito per i fan a sotterrare l’ascia di guerra, centrando – con molta classe – il nocciolo della questione.
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