Terence Hill: “I fiori che mangiai erano assolutamente veri”

Terence Hill ha un sito personale molto curato nel quale, di tanto in tanto, vengono inserite curiosità, aneddoti e pareri personali del nostro amato Mario Girotti.

La scena in questione è parte del film Poliziotto superpiù, nella quale l’attore mangia fiori bianchi mentre è intento a sottoporre i malviventi ad un originalissimo test. Gli è stato chiesto:

Nella sequenza in cui mangi dei fiori mentre fai fare uno strano test stradale ai cattivi di turno, i fiori in questione erano veri o fiori commestibili?”

Domanda alla quale ha risposto:

Erano veri eccome, non fa certo male mangiare qualche fiore! Dopotutto, sono piante. Ma non provateci anche voi, naturalmente!”

Poi Terence Hill ha speso qualche parola circa il film in questione:

Il soggetto richiama, un po’ anacronisticamente, le innocue commedie americane a sfondo fantascientifico con gli sbadati protagonisti trasformati in super-uomini dalla bomba atomica. Sergio Corbucci lo adatta su misura alla verve del dinamico Terence Hill e si assicura la simpatia dei nostalgici del cinema di altri tempi.”

Ecco la scena nella quale l’attore mangia i fiori:

Terence Hill non è nuovo a scene nelle quali mangia in maniera quantomeno singolare, ricordiamo la famosa scena dei fagioli in Lo chiamavano Trinità, riguardo la quale dichiarò:

“Per fare quella scena, ho digiunato per 36 ore, e la padella l’ho mangiata veramente tutta.”

Per chi se lo fosse perso, ecco la trama in breve:

A seguito di un’esplosione atomica in cui viene coinvolto accidentalmente, Dave Speed, agente di polizia di Miami, acquista dei superpoteri che egli utilizza per il suo lavoro, aiutandolo a catturare criminali e a sventare rapine, ma che senza una ragione precisa, ogni tanto svaniscono. Tali poteri mandano in collera il suo collega superiore, il sergente William Dunlop, ed inoltre, a causa degli stessi, la storia d’amore tra Dave ed Eveline, la nipote del sergente, naufraga, in quanto lei non vuole un uomo dotato di superpoteri. Nelle ricerche di Silvius, un vecchietto che aveva avuto anche lui in passato poteri simili e avrebbe potuto finalmente spiegare a Dave per quale motivo essi svaniscono per certi intervalli di tempo, Dave si imbatte in una banda di falsari capeggiata da mister Torpedo, proprietario di una ditta di pesce congelato, e da Rosy Labouche, cantante ed attrice ammirata dal Dunlop.

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