E’ dagli anni ’70 che Sylvester Stallone vuole portare nelle sale cinematografiche un film biografico dedicato ad Edgar Allan Poe, lo scrittore americano dell’800 noto soprattutto per i suoi racconti di terrore, ed oggi, dopo 51 anni sembra che il suo sogno stia iniziando veramente a prendere forma ed a realizzarsi.
Sylvester Stallone, infatti, ha rilasciato un’intervista a Deadline raccontando la sua quarantena e le sue paure legate a questo momento così difficile che tutti noi abbiamo vissuto in prima persona, in seguito all’emergenza da Coronavirus. Nello specifico, l’attore, sceneggiatore, regista, produttore (e chi più ne ha, più ne metta) ha fatto sapere al grande pubblico i suoi hobby durante la noia imposta dal lockdown e come sia riuscito a combatterla: <<Ho appena terminato Poe, dopo 51 anni. Non so se sia un buon script, ma almeno è terminato>>. Il suo sogno quindi si avvera, quella che lui stesso definiva un anno fa, tramite social, come una delle più grandi sfide della sua esistenza.

Una sfida iniziata negli anni ’70, prima ancora del successo che Sylvester Stallone ebbe con il personaggio di Rocky (il primo è del 1976) e che oggi sembra avere vincere. Il lockdown, la permanenza forzata nelle proprie abitazioni, dunque, pare che in qualche modo sia stata di aiuto all’attore, il quale, al termine della sua intervista con Deadline, ha affermato che scrivere non è così divertente: <<è come farsi asportare la milza attraverso il naso tirata da un camion>>.
Tuttavia Sylvester Stallone ha raggiunto il suo obiettivo.
Ricordiamo che Sylvester Stallone, durante la sua lunga carriera da attore, ha ricevuto tre nomination agli Oscar: le prime due nel 1977 con Rocky nella categoria Miglior attore protagonista e Miglior sceneggiatura originale e la terza nel 2016 per la sua interpretazione in qualità di attore non protagonista per la pellicola Creed- Nato per combattere.
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