Spike Lee in difesa di Woody Allen, ma poi fa un passo indietro

Durante un’intervista radiofonica per promuovere il suo nuovo film Da 5 Bloods, Spike Lee si è trovato a parlare di Woody Allen. I due sono amici e concittadini, e discutendo delle accuse e del conseguente boicottaggio subito da Allen negli ultimi anni Spike Lee si è posto in sua difesa, dicendo: “Questa cosa di cancellare la gente non riguarda solo Woody, e credo che quando guarderemo indietro a questo periodo vedremo che, a meno che non si uccida la persona in questione, non è possibile trattarla come se non fosse mai esistita. Woody è un amico, e un fan dei Knicks, come me.”

Immediatamente queste dichiarazioni hanno fatto il giro delle testate giornalistiche americane: ormai il personaggio di Woody Allen è così controverso che questa difesa da parte di Spike Lee non poteva passare inosservata. Poco dopo, tuttavia, Lee ha deciso di correggersi su Twitter.

Il regista ha infatti postato sul suo account queste parole: “Chiedo profondamente scusa. Le mie parole erano SBAGLIATE. Non tollero e non tollererò la molestia e la violenza sessuale. Comportamenti simili producono danni che non possono essere minimizzati. Sinceramente, Spike Lee.”

spike

Un totale passo indietro dunque: nonostante nel Tweet non venga citato esplicitamente Allen, il riferimento è evidente e le reazioni sono state varie. E’ stato un sincero ripensamento dopo una dichiarazione fatta alla leggera, oppure solo un tentativo di evitare polemiche?

Dopo le accuse di molestie fatte dalla figlia adottiva di Woody Allen, Dylan Farrow, molti dei suoi collaboratori hanno deciso di rinnegarlo pubblicamente. Tra i pochi a difenderlo ancora apertamente ci sono  Alec BaldwinDiane Keaton, Javier Bardem e Alan Alda. Allen ha perso il suo contratto con Amazon Studio e il suo ultimo film, Un giorno di pioggia a New York, è tuttora inedito negli Stati Uniti, mentre la sua autobiografia è uscita senza nessuna campagna di marketing.

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