Sharon Stone: “Un produttore mi chiese di avere rapporti sessuali veri sul set”

Sharon Stone ha pubblicato un libro autobiografico dal titolo The beauty of living twice in cui racconta la sua esperienza da attrice e alcuni momenti difficili della sua carriera.
Nel libro ripercorre, fra gli altri avvenimenti, la storia della celebre scena dell’accavallamento di gambe in Basic Instinct di Paul Verhoeven. L’attrice ha così raccontato la genesi di quella scena e il motivo per cui, dopo una prima opposizione, non si battè per farla rimuovere:

Dopo aver girato Basic Instinct, sono stata richiamata dentro per vederlo. Non ero sola col regista, come uno si potrebbe immaginare data la situazione, ma ero in una stanza piena di agenti e avvocati la maggior parte dei quali non aveva niente a che vedere con la proiezione. In queste condizioni ho visto per la prima volta la scena della mia vagina dopo che mi era stato detto ‘Non possiamo vedere tutto. Ho bisogno che tu ti tolga le mutande, perché il bianco riflette la luce e così sappiamo che le indossi.”

A seguito di questo evento l’attrice avrebbe contattato il suo avvocato per far rimuovere quella scena dal momento che le tutele sindacali potevano garantirne la rimozione, ma, tuttavia, Sharon Stone cambiò poi idea decidendo di non fare pressioni per rimuovere la scena dal momento che era una scena coerente con il personaggio che interpretava e con il film.

Sharon Stone nella scena dell'accavallamento in Basic InstinctNel suo libro Sharon Stone ha anche raccontato di quando un produttore gli chiese di avere rapporti sessuali veri sul set asserendo che ciò avrebbe migliorato il felling con il co-protagonista di un film:

“Mi ha spiegato che avrei dovuto avere un rapporto sessuale vero con il mio co-protagonista in modo da poter avere una chimica sullo schermo. Perché, ai suoi tempi, aveva fatto l’amore veramente con Ava Gardner sullo schermo e aveva avuto un risultato sensazionale! Il solo il pensiero inquietante di lui nella stessa stanza con Ava Gardner mi ha fatto riflettere. Poi ho capito che anche lei doveva sopportarlo e fingere che fosse in qualche modo interessante.”

L’attrice ha poi affermato, nel suo libro, di essere sempre stata un attrice da cui i produttori si aspettavano, più che della sensualità, del sesso e che questa aspettativa la ha penalizzata a lungo nel corso della sua carriera.

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