La causa di Scarlett Johansson contro Disney per la strategia di rilascio di Black Widow, continua a fare scalpore nel mondo del cinema.
I conflitti tra la star Marvel e il gigantesco regno di Bob Chapeck rischiano di porre fine a gran parte degli accordi “backend”.
Il “Backend” sono i profitti (“revenues”) generati dallo sfruttamento dell’opera cinematografica in tutti i mercati. Solitamente consiste in una percentuale negoziabile di profitto che viene pagata solo dopo il recupero delle spese di distribuzione e produzione del film.
In questo caso la Johansson, oltre al guadagno di 20 milioni per il suo ruolo come Vedova Nera, riceve una percentuale delle entrate al botteghino (stimata, per ora, di 50 milioni).
Sebbene nella causa non sia esplicitato, ci si aspetta che la battaglia legale di “Black Widow” possa aprire la strada ad azioni giudiziarie simili.
Sono molte le star che decidono di stipulare questo tipo di contratto, e di certo non si tratta del primo caso di un rilascio anticipato sulle piattaforme streaming. Infatti, sia Emily Blunt con “Jungle Cruise”, sia Emma Stone con “Cruella”, starebbero valutando di intraprendere una causa legale contro Disney+.

Scarlett Johansson si sta facendo portavoce di una lotta che si estende ben oltre “Black Widow”; o almeno è quello che pensa Jason Blum.
Il fondatore di Blumhouse Productions è convinto che questo sia solo l’inizio di una lunga battaglia:“La sua è una lotta esistenziale, quello che sta conducendo è molto più grande di lei”– ha affermato il produttore. “È una cosa molto difficile da fare ,è molto coraggiosa e sta combattendo per tutti.”
Una cosa è certa: ciò a cui stiamo assistendo non è un “faccia a faccia” tra Scarlett e la Disney. Il risultato della battaglia non avrà solo implicazioni finanziarie sul colosso statunitense, ma anche sul tipo di contratti stipulati da altri studi con attori e registi.
Con la posizione di rilievo che lo streaming sta assumendo nell’industria cinematografica, le strategie di rilascio diventano fondamentali per i produttori di Hollywood.
Probabilmente in futuro vedremo meno contratti “backend”, o, forse, gli attori chiederanno un compenso più alto di fronte alla possibilità di un’uscita immediata in streaming…
Si tratta davvero di una “lotta esistenziale”.
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