Perché Hannibal Lecter è il cattivo più affascinante di sempre?

La bellezza di trent’anni fa, nel giorno di San Valentino, usciva nella sale americane uno dei migliori thriller di sempre. Stiamo parlando, Signore e Signori, de Il silenzio degli innocenti di Jonathan Demme basato sull’omonimo romanzo di Thomas Harris. Incipit folgorante di una serie cinematografica destinata a decadere, ma capace di portare sotto la luce dei riflettori uno dei personaggi più interessanti mai visti prima, il dottor antropofago Hannibal Lecter. In realtà, lo psichiatra cacciatore di vittime era già stato interpretato sul grande schermo da Brian Cox in Manhunter – Frammenti di un omicidio diretto da Michael Mann. Ma qui, ne Il silenzio degli innocenti, per la prima volta l’elegante, colto e affascinante personaggio prende forma e viene modellato dalla bravura di Anthony Hopkins, il quale vince anche il Premio Oscar come Miglior attore protagonista nonostante la “breve” parte. E allora analizziamo insieme le sfaccettature del magnetico e feroce psichiatra Hannibal Lecter che ancora oggi è una delle più grandi icone del male.

Chi è Hannibal Lecter?

gaspard ulliel in hannibal le origini del male sporco di sangueLa storia del dottor Lecter ci viene raccontata in Hannibal – Le origini del male, basato sull’omonimo e quarto romanzo dedicato al personaggio nato dalla penna di Thomas Harris. Il film in questione lascia tanto (troppo) a desiderare, ma ci porta agli esordi della vita dello psichiatra. Siamo in Lituania, fine Seconda Guerra Mondiale e il piccolo Hannibal e sua sorella Mischa, dopo aver assistito alla morte dei genitori a causa di un bombardamento, rimangono nella morsa di sciacalli ex militari che per “sopravvivere” si nutrono della bambina, servendone una parte anche allo stesso Hannibal.

Da questo momento ha inizio la scalata verso l’Hannibal che noi tutti conosciamo e che ci viene presentato meglio nelle altre opere antecedenti. Si contano una decina di vittime e l’agente Will Graham dell’FBI (nel sopracitato film di Mann interpretato da William Petersen, nel remake di Brett Ratner da Edward Norton e nella serie Hugh Dancy) indaga per trovare soluzione al caso che si conclude con l’arresto di Hannibal e la conseguente reclusione nell’ospedale psichiatrico di Baltimora. Ma Lecter non è un semplice criminale da tenere dietro le sbarre. Laureato in medicina, amante di letteratura, lirica e musica classica, ma anche d’arte culinaria (riferito a un soggetto che si ciba di altri uomini potrà risultare un’espressione bizzarra, ma è così). Hannibal è acuto, ha un’intelligenza sopraffina, riesce a captare i pensieri e le sensazioni altrui, rimescolarli come pezzi di puzzle e trovare la chiave. Per questa ragione viene contattato per essere d’aiuto a risolvere prima il caso del lupo mannaro Dente di Fata e successivamente quello di Buffalo Bill, seguito da Clarice Starling.

Il fascino di Hannibal Lecter

hannibal lecter uccide un poliziottoOk, abbiamo fatto un brevissimo ripasso. Adesso proviamo a chiederci per quale ragione Hannibal Lecter sia un personaggio così interessante. È innegabile infatti che il dottore concepito dalla fantasia di Thomas Harris abbia un potere magnetico dettato da questo profilo così complesso, reso da un alone di fascino sublime, una prorompente eleganza e uno spiccato acume. A questo, si aggiunge una storia d’epoca infantile tanto struggente quanto feroce che funge da miccia (unito ad altri fattori) all’ombra di un mostro psicopatico e narcisista con un pronunciato bisogno di essere venerato. Diceva Friederick Chilton: “È un mostro. Uno psicopatico puro. È così raro catturarne uno vivo. Dal punto di vista scientifico, Lecter è il nostro elemento più prezioso”.

A questo punto bisogna però fare una considerazione ulteriore. Hannibal non è uno spietato killer mosso dalla voglia di uccidere senza criterio. Una mente come quella di Lecter non può accogliere e non può ammettere disordine. Tutto quello che compie ha una logica e anche le sue vittime sono scelte accuratamente, pianificando ogni singolo dettaglio. Così Hannibal toglie la vita solo a chi lo merita dal suo punto di vista. Ne sono un esempio coloro che si sono nutriti della sorella, Paul Krendler che non rispetta Clarice o quello sfortunato flautista servito alla cena con l’orchestra.

Per tale ragione, da una parte, andando contro ogni regola morale possibile, ci avviciniamo a Lecter e dall’altra ne rimaniamo affascinati per le sue caratteristiche. A questo va sicuramente considerato il merito di Hopkins, il quale fa entrare nel nostro immaginario collettivo questo spietato killer manipolatore, dandogli un iconico sguardo algido, spaventoso, straordinariamente perfetto, un sorriso spezzato, una postura ordinata e un tono di voce pacato, rappresentando egregiamente un seducente genio disumano. Per quanto possa essere piaciuta l’interpretazione di Mads Mikkelsen, non possiamo non ammettere che Hannibal Lecter sia Anthony Hopkins (in senso cinematografico, s’intende).

Hannibal Lecter e Clarice Starling

clarice e hannibal il silenzio degli innocenti colloquioPrendendo di riferimento i film, possiamo tuttavia notare che quella parte così malvagia e anche terribilmente accattivante di Lecter prende una piega diversa quando si tratta di Clarice. La giovane agente dell’FBI che ne Il silenzio degli innocenti gli chiede una consulenza e che in Hannibal lo ricerca dopo essere fuggito a Firenze, è il personaggio con cui lo psichiatra si rapporta diversamente. Il dottor Lecter nutre per Clarice un dovere di protezione. Quella stessa protezione che avrebbe voluto dare alla sorella, ma che non è riuscito a garantire a causa della crudeltà altrui. Accoglie Clarice, la protegge da chi non la rispetta come dovrebbe, le dimostra a modo suo una sorta di affetto, cercando di assicurarle un destino diverso da quello della piccola Mischa. A proposito del loro rapporto, il libro Hannibal di Harris riserva loro un futuro diverso da quanto narrato nell’omonimo film. 

Da dove nasce il personaggio di Hannibal Lecter?

hannibal lecter con maschera ne il silenzio degli innocentiSiamo nel 1960 e Thomas Harris viene mandato in una prigione del Messico per fare un’intervista al serial killer Dykes Askew Simmons. Qui conosce il Dottor Alfredo Ballì Trevino, un medico antropofago elegante ed estremamente attraente che lo scrittore rinomina come Dottor Salazar. Questa è quella che potremmo definire la base, le fondamenta del profilo di Lecter, a cui poi si sono aggiunti anche una serie di riferimenti a Pietro Pacciani, il “mostro di Firenze”, l’uomo che fra gli anni Settanta e Ottanta terrorizzò le coppiette delle campagne fiorentine (e non solo). Ma un personaggio così complesso e articolato come quello di Lecter è frutto di molto altro ancora. Infatti potrebbe concorrere alla costruzione finale anche William Coyne, assassino del Mississippi fuggito dal carcere negli anni Trenta.

Nato quindi dalla penna di Harris, raccontato nelle sue mille sfaccettature sul grande e piccolo schermo, Hannibal Lecter è ancora oggi uno dei peggiori incubi nell’immaginario collettivo, un “irresistibile” psichiatra manipolatore che si nutre di musica classica e letteratura e nel tempo libero di corpi umani. In definitiva, il cattivo più affascinante di sempre

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