Spesso nel corso degli anni l’Academy of Motion Picture Arts and Sciences è stata accusata di razzismo, sessismo e di essere poco attenta alla diversità. Per questo ha deciso di riorganizzare le premiazioni, al fine di rendere anche gli Oscar più inclusivi nei prossimi anni. A questo scopo è stata creata una task force che farà in modo di offrire una maggiore rappresentanza durante la cerimonia di premiazione più importante del cinema.
Il progetto si chiama “Academy Aperture 2025“, ma secondo i piani l’obiettivo è quello di creare degli standard più inclusivi già a partire dal 31 luglio 2020. Dawn Hudson, il CEO dell’Academy, ha dichiarato “Anche se l’Academy ha fatto dei passi avanti, sappiamo che c’è ancora tanto lavoro da fare per garantire equità su tutta la linea. C’è un urgente bisogno di occuparsi di questo problema. Per questo correggeremo e continueremo ad esaminare le nostre regole e procedure per assicurare che tutte le voci siano ascoltate e celebrate”.
Sappiamo già che a partire dall’edizione del 2021 degli Oscar la categoria Miglior Film avrà un numero fisso di 10 nomination, invece che cambiare ogni anno. Inoltre è in programma un dialogo sulla questione razziale chiamato Academy Dialogue: It Starts with Us. Il dialogo coinvolgerà il pubblico e i membri dell’Academy e cercherà di comprendere come rendere gli Oscar più inclusivi. Anche l’Academy Museum sarà coinvolto con delle iniziative legate a questa tematica.

“Per venire in contro al momento dobbiamo riconoscere quanto ancora c’è da fare” ha detto il Presidente dell’Academy David Rubin “dobbiamo ascoltare, imparare, accogliere la sfida. Ci stiamo impegnando per garantire ciò e continuiamo a seguire l’ondata di equità ed inclusione anche in ogni iniziativa, programma ed evento dell’Academy”.
Anche se gli ultimi anni hanno dimostrato una maggiore apertura da parte dell’Academy (lo testimonia la vittoria di Parasite come primo miglior film non americano della storia), per la prima volta si sta concretamente organizzando al fine di rendere gli Oscar più inclusivi.
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