Olivia Colman: 5 titoli e ruoli tra grande e piccolo schermo

Che sia nei panni di una regina dispotica, matrigna falsa o figlia amorevole e paziente, Olivia Colman ha da molti anni catturato l’attenzione degli spettatori per una capacità di carpire l’animo umano come pochi altri artisti dello spettacolo sanno fare. Ma già prima di quel Premio Oscar arrivato per La Favorita, l’attrice inglese si è sempre ben inserita in contesti comici, drammatici, biografici affrontando senza timore l’interezza di personaggi complessi e difficilmente inquadrabili.

Non si è poi solo limitata al cinema, anzi. Da alcuni anni spartisce la sua carriera tra produzioni televisive inglesi e americane, come ben testimonia la rilevante svolta proposta da Netflix con The Crown e con il titolo Broadchurch che, indubbiamente, l’hanno resa ancora più nota presso il grande pubblico. Ruoli che tuttavia sono solo stati anche il frutto di una lunga presenza eterogenea su alcune serie di successo, come ricorda l’esempio di The Office.

Oggi, in occasione del compleanno, ripercorriamone la carriera attraverso 5 titoli e ruoli tra grande e piccolo schermo

1) La Favorita. Yorgos Lanthimos (2018)

Candidato a dieci premi Oscar, La Favorita ha rappresentato indubbiamente una svolta per la carriera di Olivia Colman. Stiamo infatti parlando di una delle performance che hanno saputo dare uno “sprint” in più alla rappresentazione del grottesco nell’ambito della storia, fatto che ha contribuito ad annovere la performance dell’attrice tra le più valide e memorabile degli ultimi anni. Con la direzione di Yorgos Lanthimos, il regista greco già autore di The Lobster e Il Sacrificio del Cervo Sacro, abbiamo infatti avuto modo di conoscere la storia della Regina di Gran Bretagna Anna Stuart, vissuta realmente, e qui riproposta con tutti i suoi tormenti interiori ed esteriori. Con una storia che guarda anche oltre il profilo biografico della sovrana inglese, La Favorita ha posto l’accento, senza veli, sui giochi di potere all’interno della corte di Gran Bretagna del 1700, il tutto coronato da una regia impeccabile. Per il suo ruolo, più che mai magistrale, Olivia Colman si è aggiudicata l’ambito Oscar per la categoria Miglior Attrice Protagonista.

2) The Crown. Terza e quarta stagione (2019)

Altra grande prova del vasto talento di Olivia Colman è arrivato con The Crown, la serie televisiva prodotta da Netflix sulla famiglia Reale inglese e sulla sua longeva sovrana. L’attrice è tuttavia solo arrivata nel 2019 per la terza stagione, e dopo aver preso parte anche alla quarta, è pronta a tornare nel corso dell’anno con il quinto capitolo della serie, proseguendo con il suo ruolo di Regina Elisabetta II. In particolare, con The Crown 3, Olivia Colman aveva ripreso in mano la storia della sovrana a partire dal 1964, dopo che Claire Foy l’aveva interpretata nella prima e seconda stagione. L’attuale interprete non ha tuttavia tardato ad aggiudicarsi il favore di pubblico e critica che, nel 2020, ha voluto premiare la sua ottima performance con il Golden Globe per la categoria Migliore Attrice Protagonista in una serie drammatica. Indubbio step fondamentale per la carriera di Olivia Colman, The Crown è attualmente tra le serie tv più curate sull’argomento grazie anche all’apporto di tante regie che tra i vari episodi si sono succedute.

3) Fleabag. Prima e seconda stagione (2016)

Prodotta dalla BBC, in collaborazione con Amazon Studios, Fleabag è una piccola chicca dello humor inglese. Acclamata da pubblico e critica per la sua comicità fuori dagli schermi, con Phobe Waller Bridge nei panni della protagonista principale, la serie esplora la vita di una ragazza alle prese con alcuni problemi legati alla famiglia, alla sfera sociale e sessuale. Ad affliggerla, indubbiamente, è anche la presenza di una matrigna invadente e gelosa (interpretata da Olivia Colman) che si è unita al padre di Fleabag dopo la morte prematura della moglie. Caratterizzata proprio da un comportamento prevaricatorio nei confronti della figlioccia/ figliastra, il personaggio della matrigna è tanto fastidioso quanto coinvolgente. Sicuramente una delle tappe imperdibili della carriera di Olivia Colman, questo ritorno alle origini inglesi, offerto per quasi l’interezza delle due stagioni dalla regia di Harry Bradbeer, si è rivelato tra i ruoli più interessanti degli ultimi anni e, soprattutto, tra i più irriverenti.

4) The Father – Nulla è come sembra. Florian Zeller (2020)

Fortunato esordio cinematografico per Florian Zeller, che nella propria carriera aveva solo puntato al palco teatrale, The Father è un ritratto completo sulla demenza senile, dalla malattia in sé fino alle difficoltà nel gestirla. A bilanciare e illustrare questa dualità, un sempre talentuoso Anthony Hopkins nei panni di un padre tanto vivace quanto inappropriato e Olivia Colman in quelli di Anne, la figlia che da tempo si prende cura di lui. Da alcuni anni residente a casa della figlia, lo spigliato Anthony non riesce infatti più a sostenere il peso della propria malattia, vivendo in un continuum di allucinazioni che gli causano non poche crisi. Inoltre, convinto di essere auto sufficiente, declassa qualsiasi aiuto proveniente dalla figlia che con pazienza lo segue e lo accudisce, seppur con qualche difficoltà. Premio Oscar per la categoria Miglior Attore Protagonista per Hopkins, The Father ha anche collezionato diverse candidature per Colman, nello stesso ambito dell’Academy e dei Golden Globe, senza però spuntarla. Davvero una tra le performance più emozionanti della sua carriera.

5) Landscapers – Un crimine quasi perfetto. Will Sharpe (2021)

Olivia Colman

Tra le proposte televisive più recenti che vedono Olivia Colman in un ruolo di primo piano c’è Landscapers, la produzione HBO realizzata dal marito dell’attrice Ed Sinclair e basata sulla storia vera dei coniugi inglesi Edwards. Con il co protagonista, David Tewlis nei panni del marito Christopher, l’attrice racconta attraverso il personaggio di Susan la vicenda successiva all’omicidio dei propri genitori. La vita di quella che apparentemente è una coppia innocente viene infatti sconvolta dal ritrovamento dei due corpi dalla polizia. E oltre alla fotografia e regia che con Will Sharpe si conferma sempre a un livello davvero ottimo, la serie non perde occasione per focalizzarsi sull’aspetto psicologico ed emozionale, guardando all’intesa e al legame della coppia, raccontando nel profondo la loro intenzione di sostenersi fino alla fine. Una prova attoriale, dunque, che conferma per entrambi un’eccellente orchestrazione della tecnica, con Olivia Colman sempre all’altezza delle aspettative.

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