Nanni Moretti: “Un film su Matteo Salvini? No e poi no.”

Nanni Moretti ha rilasciato un’intervista al quotidiano Le Monde, in occasione dell’uscita nelle sale francesi del documentario dal lui realizzato, Santiago, Italia.

Il recente documentario è stato proiettato come film di chiusura del Torino Film Festival il primo Dicembre 2018 e racconta i mesi successivi al colpo di Stato in Cile del 1973. In particolare, si concentra sul ruolo dell’ambasciata italiana a Santiago del Cile, che aiutò centinaia di oppositori di Pinochet a trovare rifugio per poi migrare in Italia.

Realizzato avvalendosi di filmati d’archivio e interviste ai protagonisti, Moretti afferma durante l’intervista che la sua scelta di adottare lo stile documentaristico è dovuta dalla voglia di “soddisfare una curiosità personale”. Il suo scopo infatti non è quello di trattare questioni politiche in modo militante, ma di conoscere come si sono svolte le vicende in un determinato frangente della storia. La vicenda narrata è sicuramente interessante, soprattutto per un italiano, considerando che quello accaduto a Santiago tocca da vicino la storia della nostra nazione:

“La condotta esemplare dei funzionari dell’ambasciata del mio paese a Santiago, che hanno accolto le vittime delle persecuzioni del regime, è una storia di cui essere fieri da italiani. Perciò ho voluto saperne di più”.

Moretti

Stessa attitudine afferma di averla adottata quando ha girato La Cosa: ” mi interessava sapere cosa accadeva nelle sezioni del PCI con un cambiamento così radicale dell’orientamento ideologico del Partito Comunista in Italia.”

Dal momento che la tematica della migrazione trattata nel documentario, è chiaramente evergreen per noi italiani, successivamente l’intervista vira su toni più politici che cinematografici. Moretti parla della paura dell’immigrazione e afferma che questo sentimento è stato instillato nella popolazione italiana da Matteo Salvini.

Da qui la fatidica domanda, se è possibile che giri un film sul presente, magari proprio su Matteo Salvini. La risposta di Moretti è priva di tergiversazioni:

“No, no e poi no. Già è stato difficile farlo per Berlusconi con Il caimano. Fu una decisione dell’ultimo minuto, una sorta di sfida e di amore per il rischio, un doppio salto. Ma questo no, sarebbe al di sopra delle mie forze”.

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