Sono passati quasi vent’anni da quando Micheal J.Fox, Marty McFly in Ritorno al Futuro, ricevette la terribile notizia. Dall’età di trent’anni, periodo in cui gli fu diagnosticata la malattia di Parkinson, Fox aveva preferito ritirarsi dalle scene per dedicarsi alla ricerca. Il trovare una cura è stato il motivo per cui, dopo due anni dalla diagnosi, l’attore aveva deciso di dare vita alla Micheal J. Fox Foundation for Parkinson Research. Secondo Variety, che ne ha dato la notizia, l’importante obbiettivo sarebbe stato raggiunto già l’anno scorso ma le cerimonie per onorare l’evento non si sarebbero potute svolgere per ovvi motivi legati all’emergenza sanitaria.
Le parole di Fox
È tornato a parlarne proprio l’attore, in occasione del galà celebrativo che si svolgerà sabato al Jazz Lincoln Center di New York, in compagnia di molti artisti tra cui il frontman de I Police, Sting. La star di Ritorno al Futuro, ora in America per l’evento, ha raccontato quali siano stati i progressi della fondazione, unitamente agli obiettivi e ai cambiamenti che potrà apportare:
Tutto quello che volevo fare agli inizi della carriera era solo girare lo spot del McDonald’s, non sapevo che avrei provato a trovare una cura per il Parkinson. Amo la vita, molto di più rispetto a vent’anni fa. Ora posso essere in pace con me stesso, ciò che non avrei potuto fare 25 anni fa. Sono anche le cure, le terapie e cocktail di farmaci che dobbiamo assumere. Se potessimo trovare una cura per identificare la condizione prima che si dimostri, se potessimo rilevarlo da un capello e trattarlo con la profilassi. Quello di cui sono fiero è fin dove ci siamo spinti con questa comunità. Voglio farcela. Non mi fermerò finche non troveremo la cura.
Micheal J.Fox attribuisce molto del successo di questo importante obbiettivo a Deborah W. Brooks, la co-fondatrice della Parkinson Research.
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