Megalopolis: flop clamoroso o capolavoro? Cosa dicono le prime recensioni

Non poteva che fare discutere il ritorno di Francis Ford Coppola a distanza di undici anni dal suo ultimo film. Megalopolis è stato presentato in anteprima al Festival di Cannes e come già si vociferava prima ancora della proiezione ha diviso in due la critica, schierata tra chi lo definisce un capolavoro o un flop clamoroso.
Megalopolis di Francis Ford Coppola, le prime recensioni dal Festival di Cannes

Il Festival di Cannes è appena iniziato e con esso arrivano i commenti ad alcuni dei film più attesi della stagione cinematografica. Grande attesa e aspettativa è ovviamente rivolta al ritorno in cabina di regia di Francis Ford Coppola con il kolossal autofinanziato Megalopolis.

120 milioni di budget finanziati dalla vendita di quote della sua azienda vinicola californiana, per un film che lotta ancora per trovare un distributore in terra statunitense dopo essere stato giudicato invendibile. Ma se le prime immagini ed i trailer hanno alimentato la curiosità e presentato un prodotto certamente di forte interesse, le reazioni provenienti dalle primissime proiezioni confermano sì le ambiziose velleità  ma, come sempre più spesso accade, dividono le impressioni della critica.

C’è infatti chi lo ha amato calorosamente o chi lo ha odiato aspramente, chi è arrivato esaltato a fine visione e chi invece avrebbe abbandonato la sala. Due fazioni estreme che composte anche da giudizi a metà che presentano, riferendosi al tipico grafico presente su Letterboxd, una difficoltà di lettura. Su Rotten Tomatoes, a fronte di ventidue recensioni, l’aggregatore recita 50% di gradimento, su Metacritic il voto è di 65/100, e le più importanti testate del settore si aggregano a questa percezione.

Megalopolis, i commenti della critica

Il The Hollywood Reporter definisce il film “confuso e imbottito, sconcertante e decisamente troppo chiacchierone…Ma è spesso anche divertente, giocoso, visivamente sbalorditivo e illuminato da una toccante speranza verso l’umanità”. Il New York Times dice che Coppola è un regista che non si adagia sugli allori e che il film è “un grande progetto da parte di un grande uomo in un grande film, la cui sincerità è finalmente commovente quanto la sua illimitata ambizione artistica”.

E ancora Variety titola la propria recensione affermando che Megalopolis rappresenta gli audaci, epici e sgraziati film di Coppola in una dozzina di stelle e decenni di idee. Deadline d’altro canto rimane sul diviso definendolo “una specie di disastro: indisciplinato, esagerato e attratto dalla pretesa come una falena verso una fiamma. È anche, tuttavia, un risultato davvero sorprendente, l’opera di un grande artista che ha portato l’Imax come Caravaggio sulla tela. È un vero capolavoro moderno del tipo che indigna con la sua assoluta audacia”.

Più lapidario il Guardian che giudica il film “megagonfio e meganoioso”, così come Collider che ribadisce che “il film è come un test di Rorschach in cui tutto è forzato e nulla ha sostanza”. Infine Vanity Fair: “il più scadente dei film da cassetto della spazzatura, un insieme approssimativo delle molteplici ispirazioni disparate di Coppola”.

Come se non bastasse, a rendere ancora più tortuoso il cammino di Megalopolis sono le voci diffuse dal set che parlano di comportamenti inappropriati da parte di Coppola. A noi, prima di partire prevenuti, non resta che attendere l’uscita nelle sale italiane per comprendere la creazione di un grande maestro del cinema che da subito è riuscito ad alimentare discussioni e scuotere l’ambiente con quella che è la sua ultima fatica tanto agognata.

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