Matteo Garrone accusa: “Agli Oscar potevamo vincere, troppi sbagli”

Matteo Garrone, durante il Bif&st, dove ha ricevuto il premio Mario Monicelli per la miglior regia e il Federico Fellini Award for Cinematic Excellence, ha dichiarato che c’era la possibilità di vincere un Oscar se il distributore americano avesse investito adeguatamente nel film.
Matteo Garrone in una foto alla mostra del cinema di Venezia

Matteo Garrone, che può vantarsi di essere stato tra i finalisti per il miglior film straniero alle candidature agli Oscar, anche se non ha vinto, durante una masterclass tenutasi al Bif&st al Teatro Petruzzelli, dopo la proiezione di Io capitano, il film candidato, ha affermato che “era possibile vincere“, ma la campagna negli Stati Uniti non è andata come avrebbe dovuto.

Il film, che racconta le vicissitudini dei due giovani cugini, Seydou e Moussa, che decidono di lasciare il Dakar per l’Europa, sognando una vita migliore, avrebbe avuto molte più possibilità di vincere se avesse concorso in tutte le categorie perché, utilizzando le parole del regista, “se corri per tutte le categorie hai come votanti tutti i diecimila dell’Academy, mentre per la categoria miglior film straniero a votare sono solo in mille“. Ha poi aggiunto che gli italiani votanti sono appena oltre 100, contro i 900 inglesi, evidenziando una disparità che ha influenzato l’esito.

Il regista ha inoltre sottolineato come Io Capitano sia stato escluso da numerosi festival e rifiutato da molti distributori che hanno criticato la scelta di affrontare un argomento così drammatico in chiave avventurosa. Tuttavia, è proprio attraverso questa narrazione che il pubblico, secondo la nostra recensione, è riuscito a lasciarsi coinvolgere profondamente dalla storia, arrivando a comprendere gli orrori affrontati dai due cugini e da molti altri nel loro viaggio verso l’Europa.

A tal proposito Garrone, descrivendo il film come un Odissea contemporanea, ha dichiarato: “La realtà è molto più dura e così ho lavorato per sottrazione“. Ha poi sollevato un punto cruciale riguardo l’impatto dei social media, dicendo: “Oggi poi, va considerato, che c’è il problema dei social. Questi ragazzi africani vivono già virtualmente nel nostro paese grazie alle immagini che noi postiamo. Immagini che fanno immaginare loro che sia tutto facile da noi, ma non è così“. Garrone ha anche rivelato l’intenzione di proiettare il film in Senegal, così da renderlo accessibile a tutti: “ad aprile andremo in Senegal, dove tutto è iniziato, e porteremo il film nei villaggi più remoti con degli schermi mobili. Vale a dire che torneremo dove i due protagonisti esordienti, Seydou Sarr e Moustapha Fall, hanno cominciato il loro viaggio“.

In conclusione, Paolo Del Brocco, co-produttore del film Io Capitano di Matteo Garrone, noto per il suo cinema dei contrasti, ha risposto affermando che “l’assenza iniziale di un distributore americano significativo ha impedito l’iscrizione del film in tutte le categorie“, rafforzando così la posizione del regista. Cosa ne pensate? Io Capitano avrebbe potuto gareggiare in tutte le categorie? Condividete la vostra opinione nei commenti.

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