Made in Italy: trailer ufficiale e locandina del nuovo film di Ligabue

Il terzo film del cantante romagnolo uscirà nelle sale il 25 gennaio: protagonisti Stefano Accorsi e Kasia Smutniak.

“C’è un treno che non ferma mai, che non cambia mai, che non smette mai, un treno che non è mai stato una volta in orario” – canta Luciano Ligabue nel singolo Made in Italy, che prende il nome dall’omonimo album uscito l’anno scorso: si tratta dell’unico concept album di tutta la carriera del cantautore romagnolo, in cui le 14 tracce servono a raccontare la storia di un personaggio. La storia di Riko. Un uomo che, giunto alla mezza età, si accorge di non essere felice, che la sua vita non va come dovrebbe, e piano piano ne riprende in mano le redini.

“È una dichiarazione d’amore frustrata verso il nostro Paese, oltre ad essere una delle vite che avrei potuto fare io se non avessi fatto il cantante” – commentò il Liga.

Ma poi, che succede? Succede che certe storie sono come i treni: non si riescono a fermare al concept album, ma proseguono, incessanti, fino a prendere una nuova forma. Quest’estate, infatti, Made in Italy è diventato anche un film – prodotto dalla Fandango e distribuito da Medusa Film  – il terzo della carriera da regista di Ligabue, dopo Radiofreccia (1998) e Da zero a dieci (2002). Ad interpretare Riko è stato chiamato Stefano Accorsi.

La trama dell’opera (di cui sono usciti sia la locandina che il trailer ufficiale e che sarà nelle sale dal 25 gennaio 2018) vede protagonista – Riko, per l’appunto – un uomo mite, dal cuore buono e una vita mediocre. Che si ritrova ingabbiato in un lavoro che non gli piace, e col quale riesce a stento ad arrivare a fine mese e a mantenere la sua famiglia. Frequenta il suo storico gruppo di amici, ha una moglie che ama e con cui litiga spesso – interpretata da Kasia Smutniak – e un figlio universitario su cui ripone grandi speranze. Insomma, una vita normale, come quella di tanti. Una vita media, fatta di alti e di bassi. Solo che Riko cova un infinito risentimento verso il suo tempo, verso una società che non ha mantenuto le promesse riguardanti il futuro.

Ma intanto il tempo passa, e come si fa a non dargliela vinta? Reagendo, riprendendo in mano la propria vita. Senza fermarsi, assolutamente. Proprio come il treno.

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