L’uomo che vide l’infinito: la storia vera dietro al film con Dev Patel

Stasera potrete recuperare in televisione un biopic drammatico che racconta la triste ma strabiliante vita del matematico indiano Srinivasa Ramanujan. Dev Patel veste perfettamente i panni del protagonista in questo film dalla struggente storia vera.
Dev Patel in una scena del film L'uomo che vide l'infinito

Oggi, 5 marzo 2024, andrà in onda, alle 21:25 su Iris, L’uomo che vide l’infinito, biopic drammatico diretto da Matt Brown. Con protagonista Dev Patel, il film trae ispirazione dall’omonimo libro scritto da Robert Kanigel nel 1991. Il film, presentato in anteprima al Toronto Film Festival, racconta la storia vera di Srinivasa Ramanujan, teorico e matematico indiano che ottenne l’ammissione a Cambridge.

Sulla scia di titoli come La teoria del tutto, A Beautiful Mind e Imitation Game, anch’esso tratto da un’incredibile storia vera, il film con Dev Patel racconta la drammatica vita del famoso matematico di origine indiana. Nato nel 1887, a Erode, Srinivasa combattè per buona parte della sua vita non solo con la povertà ma anche con un fisico cagionevole. La sua pessima condizione di salute gli impedì di superare le selezioni per l’università di Mandras, nella sua terra natale. 

L’uomo che vide l’infinito: la storia vera

Nonostante non fosse riuscito ad entrare all’università, la sua propensione naturale nel calcolo lo portò a continuare i suoi studi in autonomia, portando alla formulazioni di nuove teorie. Le sue analisi attirarono le attenzioni di Godfrey Harold Hardy che lo portò con sé a lavorare al Trinity College. Il loro incontro nacqua dalla ricerca disperata di Srinivasa di trovare qualcuno che finanziasse le sue ricerche. I numerosi fallimenti lo portarono a scrivere direttamente a tre illustri professori di Cambridge. Hardy fu l’unico a riconoscere la complessità dei calcoli, invitando il collega a raggiungerlo in Inghilterra. 

Nacque così una collaborazione molto fruttuosa che purtroppo terminò troppo presto. Il clima inglese, lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, una dieta vegetariana e i problemi di salute che affliggevano il matematico sin dalla nascita, portarono rapidamente ad un aggravarsi della sua condizione di salute. Inoltre, l’enorme mole di lavoro che l’uomo imponeva a se stesso non fece altro che peggiorare la situazione. Gli venne diagnosticata la tubercolosi, ma secondo un rapporto del suo medico, l’uomo soffriva probabilmente di amebiasi epatica. Tornato in India, morì poco dopo nel 1919.

Dev Patel, recentemente tornato al cinema con il suo esordio alla regia, di cui trovate qui la nostra recensione, veste i panni del geniale matematico in un film che ne commemora la memoria e il grande contributo apportato alla ricerca. Vi aspettiamo nei commenti per conoscere la vostra opinione su L’uomo che vide l’infinito.

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