Ci lascia a 70 anni Luis Sepulveda, lo scrittore autore di numerose opere, celebre al grande pubblico soprattutto per Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare. Sepulveda è morto a causa del Coronavirus: aveva contratto il virus dopo essere stato al Festival letterario Correntes d’Escritas, il quale si era svolto a Pòvoa de Varzim in portogallo. Lo scrittore cileno si è spento ad Oviedo, in Spagna.
Luis Sepulveda aveva riportato, infatti, i primi sintomi del COVID-19 il 25 Febbraio. Due giorni dopo si era rivolto ad un medico, il quale aveva subito disposto il ricovero dello scrittore presso l’Ospedale Covadonga di Gijòn per una sospetta polmonite associata al nuovo virus.
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Luis Sepulveda, nato ad Ovalle il 4 Ottobre del 1949, diceva di sé: “Sono uno scrittore, perché non so fare altro che raccontare storie. Ma sono anche un essere sociale, un individuo che rispetta se stesso ed intende occupare un piccolo posto nel labirinto della storia. Da questo punto di vista, sono il cronista di tutti coloro che giorno dopo giorno vengono ignorati, privati della storia ufficiale, che è sempre quella dei vincitori”.
Ci lascia uno dei più grandi scrittori del Novecento, che aveva conquistato il pubblico con il suo primo romanzo, Il vecchio che leggeva romanzi d’amore. Ma Sepulveda è stato anche autore di poesie, racconti e radioromanzi.
Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, uscito nel 1996, è stata sicuramente la sua opera più riconosciuta, da cui è stato tratto anche un film di animazione, La gabbianella e il gatto, diretto da Enzo D’Alò nel 1998, vincitore del Nastro d’argento speciale nell’anno seguente. Da quel momento, era iniziata la produzione favolistica dello scrittore.
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