Luca Guadagnino ha presentato a Cannes il suo nuovo cortometraggio: The Staggering Girl con Julianne Moore e Kyle MacLachlan.
In tale occasione però i giornalisti hanno chiesto informazioni riguardo la reinterpretazione dell’uso dei font, simili a quelli utilizzati da Woody Allen:
“L’ho fatto già in passato col mio corto Working Stories, chiesi ad Ariel Schulman, un regista che è anche un grande artista, di disegnare a mano i titoli di Allen”
Ben presto però l’intervista è virata su temi più spinosi: a Guadagnino è stato chiesto cosa ne pensasse delle accuse di molestie nei confronti del regista statunitense, tornate in auge a causa del movimento #meetoo nonostante fosse già stato scagionato vent’anni fa.
“Non mi piace tutto questo perverso e primordiale godimento nel processo a un uomo, stile La lettera scarlatta.”
Ha affermato Guadagnino, che ha continuato:
“Credo ancora nello stato di diritto. Sul signor Allen s’indagò a fondo vent’anni fa e venne scagionato. L’eredità di Woody Allen… quei film ci sono, sono fantastici. Chiunque neghi che Un’altra donna è un capolavoro è uno stupido!”
Appena un anno fa proprio Woody Allen si era difeso usando tali parole:
“All’epoca fu condotta un’indagine minuziosa. Gli esperti conclusero che non c’era alcuna prova credibile di molestie; che Dylan Farrow non era in grado di distinguere tra fantasia e realtà; e che Dylan Farrow era stata probabilmente influenzata dalla madre. Non è mai stata depositata nessuna accusa”.
Ricordiamo come, in difesa del regista di Manhattan accusato di abusi, fosse intervenuto il figlio Moses:
“E’ ovvio che Woody non ha molestato mia sorella. Lei gli vuole bene e non si è mai nascosta da lui fino a quando nostra madre non è riuscita a creare un’atmosfera di paura e odio nei suoi confronti”.
E voi cosa ne pensate di questa vicenda?
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