Non molto tempo fa Ed Solomon aveva spiegato come la Sony/Columbia Pictures avesse mal gestito la vicenda legata alla distribuzione dei profitti di Men in Black:
“In onore dell’uscita di Men in Black: International (immagino), ho appena ricevuto la nuova dichiarazione sui profitti di Men in Black… e siamo ancora in rosso. Il fatto che abbiano fatto un QUARTO episodio conferma, come dico da sempre, che i grandi studios lavorano solo per l’arte.”
Parlando di Men in Black: International è tornato sull’argomento, affermando:
“Il più grande lavoro di fantascienza nel quale sono stato coinvolto – ovvero la dichiarazione sui profitti di Men in Black – è arrivato per le festività. Purtroppo il film ha perso sei volte tanto quanto aveva perso l’ultima volta. È impressionante, visto che non esce in sala da 22 anni. A meno che non sia trapelato in qualche modo. Sì, penso sia così.”

Lo sceneggiatore ha poi continuato:
“Ogni volta che vedo Source Code passare in televisione, e continuo a non ricevere i miei 50mila dollari di percentuali pattuite, mi meraviglio di come abbia raggiunto i 150 milioni di dollari in incassi cinematografici, contro un budget di 30 milioni di dollari, senza mai generare profitto.”
Nel frattempo, per chi se lo fosse perso, ecco la trama di Men in Black: International:
Molly è soltanto una bambina quando incontra una creatura aliena, che aiuterà a fuggire, e assiste all’intervento dei Men in Black senza farsi sparaflashare. Tutta la vita conserva il segreto dell’esistenza degli alieni, sperando un giorno di diventare un agente segreto in tailleur e cravatta neri. Irriducibile nel perseguire il proprio sogno, riesce finalmente a scovare il quartier generale dei Men in Black e a convincere l’Agente O a prenderla in prova. Abbigliata e armata, l’Agente M(olly) deve guadagnarsi sul campo il neuralizzatore e affiancare l’Agente H, indisciplinato e sbruffone. Tra Parigi e Marrakech finiranno per intendersi e salvare il mondo da mostri e talpe.
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