La fiera delle illusioni – Nightmare Alley: la spiegazione del finale del film

Stasera, 4 gennaio 2024, va in onda La fiera delle illusioni - Nightmare Alley, il thriller neo-noir di Guillermo del Toro basato sull’omonimo romanzo del 1946 di William Lindsay Gresham. Voi avete capito il significato del finale? Se la risposta è no, ci pensiamo noi!
Bradley Cooper e Cate Blanchett in una scena del film La fiera delle illusioni - Nightmare Alley

Questa sera, 4 gennaio 2024, va in onda alle 21.20 su Rai 3 La fiera delle illusioni – Nightmare Alley, thriller neo-noir di Guillermo del Toro basato sull’omonimo romanzo del 1946 di William Lindsay Gresham. Un cast straordinario (Bradley Cooper, Cate Blanchett, Toni Collette, Willem Dafoe, Rooney Mara, solo per fare qualche nome) anima questa storia dai toni cupi. Ma voi siete sicuri di aver capito il finale del film? Se pensate vi sia sfuggito qualcosa, ci pensiamo noi a raccontarvelo! Ovviamente, da qui in poi partono SPOILER per il film.

Nell’ultima scena del film, Stan, interpretato da Bradley Cooper (che di recente abbiamo amato in Maestro, qui la nostra recensione), ormai divenuto un vagabondo alcolizzato, tenta di trovare nuovamente lavoro come mentalista. Tuttavia, il suo aspetto ormai trasandato e poco rispettabile non gli permette di riprendere il suo mestiere di un tempo. Tuttavia, il nuovo proprietario del circo si dimostra disposto ad assumerlo per un incarico temporaneo, come “geek” (è così che viene definito in lingua originale). Cooper accetta, con una risata che si tramuta in singhiozzi, affermando di essere nato per essere un geek.

Ma cosa significa? La fiera delle illusioni – Nightmare Alley segue una cosiddetta Ringkomposition o struttura ad anello, in pratica inizia nel modo in cui finisce. All’inizio del film, infatti, Stan viene assunto da Clem, il primo capo circo, in quanto geek, ovvero una sorta di scarto della società, una persona solitamente priva di una fissa dimora e afflitta da dipendenza. Clem spiega a Stan che la sua tecnica è convincere queste persone ai margini della società ad unirsi al suo circo fingendo che si tratti di un lavoro a breve termine, e invece, assecondando le loro dipendenze, li intrappola in una vita da fenomeni da baraccone, senza via d’uscita.

Per l’intero film, l’obiettivo di Stan diventa liberarsi dalla sua posizione da geek, puntando ad una rapida scalata sociale con ogni mezzo disponibile. Purtroppo, la sua avarizia e il suo egocentrismo lo rendono vulnerabile alla manipolazione della dottoressa Lilith Ritter, che sfrutta Stan per la sua vendetta contro Ezra Grindle, un suo paziente che l’aveva attaccata. Lilith spinge Stan a bere (usando quindi la stessa tecnica di Clem) e, seducendolo, lo spinge a rivelarle i suoi più oscuri segreti, che userà per dimostrare che Stan non è null’altro che un’alcolista criminale.

In parte, possiamo dire che la colpa della rovina di Stan è solo la propria, della sua avarizia e della sua meschinità. Madame Zeena lo aveva messo in guardia dal destino che spetta all’uomo che inizia a credere nelle sue abilità psichiche, ma Stan non le aveva dato ascolto. Tuttavia, riesaminando le similitudini tra il comportamento manipolatorio di Clem e della dottoressa Ritter, possiamo addirittura affermare che Stan non sia mai uscito dal suo statuto da geek, in quanto, durante tutta la sua carriera, è sempre stato manipolato, seppur da persone diverse. Non ha mai smesso di essere il burattino di qualcuno più scaltro di lui.

Per questo, nell’ultima battuta, Stan si arrende al proprio destino, accettando amaramente che gli è impossibile uscire dalla prigionia della sua condizione, a cui appartiene sin dalla nascita. Once a geek, always a geek.

E voi avete visto La fiera delle illusioni – Nightmare Alley? Vi è piaciuto? Sapevate che il ruolo da protagonista è quasi andato ad un altro nome immenso del cinema hollywoodiano? Per tutti gli aggiornamenti su cinema e serie tv, continuate a seguirci!

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