La casa di Jack, ultimo film di Lars Von Trier, ha diviso critica e pubblico come spesso accade per le opere del regista danese. In questo caso, addirittura, è stato talmente sconvolgente da spingere diverse persone ad abbandonare la sala indignate, durante la proiezione di Cannes, per l’eccessiva cruenza “malata” del film. Insomma, film per persone non deboli di stomaco, ma soprattutto emotivamente.
Un film del genere, comprensibilmente, va preso con le pinze. In Italia arriverà in due versioni: una in italiano, con il taglio delle scene più toste. Quella in inglese sottotitolata, invece, sarà integrale. Entrambe, tuttavia, saranno vietate ai minori di 18 anni.

Questo il comunicato di Videa, casa di distribuzione della pellicola:
“La Società di Distribuzione Cinematografica Videa SpA, da sempre impegnata nella diffusione di opere cinematografiche dalla forte connotazione autoriale, ha deciso di distribuire La casa di Jack, l’ultimo controverso film di Lars Von Trier, in due versioni,alle quali la censura ha dato VM 18. La versione italiana sarà distribuita con tagli nelle scene più cruente e violente, scene che hanno spinto il pubblico dell’ultimo festival di Cannes ad abbandonare la sala prima della fine della proiezione, mentre la versione in lingua originale sottotitolata rispetterà l’integrità dell’opera del regista. È il primo caso in Italia di un film che entra contemporaneamente in censura in due versioni e che ha anche nella versione “alleggerita” dai tagli il vietato ai 18 anni”.

Questa, invece, la dichiarazione del presidente Sandro Parenzo:
“Ho distribuito negli anni ottanta il primo film di Lars Von Trier, credo si chiamasse Elementi del crimine. Un capolavoro, un acerbo prodotto di un gigante del cinema. Da alcuni anni detesto Lars Von Trier come persona, per le sue scellerate dichiarazioni, per il suo antisemitismo, così come ho detestato a suo tempo Celine che ha però lasciato uno dei grandi capolavori della letteratura del 900. Con questo spirito distribuisco oggi il suo ultimo film, per raccontare ancora una volta quanta distanza una società civile sappia porre tra uno scellerato autore e la sua opera. Perché nella Casa di Jack c’è più cinema, più delirante passione che nel 90% dei film che normalmente escono. Nonostante Il detestabile Lars, divorato dai suoi demoni, che mai incontrerò”.
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