Kornél Mundruczó: “Scrivere Pieces of a Woman è stata una terapia”

Pieces of a Woman, uscito su Netflix il 7 gennaio, è stato accolto molto bene dal pubblico. Il film di Kornél Mundruczó, regista ungherese alla prima esperienza negli Stati Uniti, che è valso a Venezia la coppa Volpi come migliore attrice a Vanessa Kirby, è ispirato a un evento autobiografico accaduto al regista e a sua moglie, Kata Wéber, sceneggiatrice del film.
Intervistato da IndieWire Kornel Mandruczó ha parlato di come è riuscito a trasporre il tragico evento autobiografico della perdita di un figlio in un film di finzione:

La nostra storia non è la stessa del film, ma abbiamo avuto un’esperienza con un bambino non nato. Quello che ho trasposto sullo schermo è stato il silenzio. Quattro mesi, sei mesi, non ne parlammo. Sapevamo soltanto che qualcosa era successo e non si poteva fare altro. Ma sentivo che qualcosa non andava bene. Nel taccuino di Kata vidi un paio di dialoghi su questo, ed erano dialoghi tra una madre e una figlia. Ho pensato, “Wow, è così forte. Per favore scrivici. ” Per noi è stata come una terapia scrivere la sceneggiatura del film, una terapia a base di arte.”

Vanessa Kirby di profilo in Pieces of a WomanKornél Mundruczó si è inoltre augurato che un film come Pieces of a Woman possa aiutare le persone in difficoltà a seguito di una perdita, così come ha aiutato lui e Kata Wéber scrivere la sceneggiatura:

Volevo raccontare la storia di una donna che impara a convivere con la perdita. Un’esperienza come questa a volte può andare oltre la soglia della comprensione, quindi il tentativo era quello di esplorare l’effetto a catena di una tragedia come la perdita di un figlio e come si può andare avanti, perché dopo una perdita simile non sei più lo stesso. L’arte può essere terapeutica, curativa e, avendo raccontato questa storia di una donna, ispirata a un evento realmente avvenuto, speriamo di poter aver aiutato qualcuno.”

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