Jeff Bridges: 5 iconici ruoli per 5 decenni di carriera

Considerato uno degli attori più carismatici di sempre. Non sempre coccolato dal mondo dei festival, ma sicuramente apprezzatissimo da tutto il pubblico cinefilo. Jeff Bridges è ad oggi uno degli attori più interessanti e conosciuti di tutta Hollywood.

Merito di una carriera sempre in salita e vissuta con un temperamento davvero invidiabile che, proprio nel 2020, raggiunge il traguardo dei 50 anni. Nato in una famiglia di attori californiani, la recitazione per Jeff Bridges non ha mai avuto grossi segreti. Fin dalla tenera età infatti si muove tra set cinematografici e studi televisivi, ottenendo qualche comparsata non accreditata. Sarà solo a 19 anni, in seguito al servizio militare, che Bridges inaugurerà la sua carriera, iniziando fin da subito a partecipare a numerosissime pellicole.

E che pellicole! Basti pensare che il giovane Jeff Bridges si guadagnò un ruolo da co-protagonista nel capolavoro della New Hollywood, L’ultimo spettacolo. Il film gli valse anche la prima nomination agli Oscar, da cui verrà snobbato per ben 40 anni. Insomma fortuna e tempismo non sono sempre stati dalla parte del nostro attore losangelino, ma nulla gli ha impedito di diventare comunque l’attore cult per eccellenza (certo con la collaborazione dei fratelli Coen, ma non solo!).

Per celebrare i 50 anni di carriera dello “sfortunato” ma bravissimo attore, abbiamo dunque deciso di proporvi 5 iconici ruoli  di Jeff Bridges. Uno per ogni decennio di carriera.

1) Anni ’70: “L’ultimo spettacolo”, P. Bogdanovich (1971)

Duane è al cinema con Jacy che si guarda nello specchietto ne L'ultimo spettacolo

Dopo i tanti ruoli minori ricoperti, iniziare la carriera vera e propria con un autore come Peter Bogdanovich non è proprio da tutti. Nel film che è a tutti gli effetti uno dei migliori film del decennio, Jeff Bridges interpreta il giovane Duane Jackson, giovane neo-diplomato della cittadina texana di Archer City alle prese con la fine della sua giovinezza e l’incertezza della sua vita futura.

L’ultimo spettacolo offre la visione più disillusa, e allo stesso tempo più accorata, della gioventù della provincia americana tra le due guerre. E Bridges si fa carico di questa contraddizione giovanile attraverso la sua interpretazione. Il suo Duane, il ragazzo più popolare e simpatico della scuola, esprime sul volto la coraggiosa, e vacuamente speranzosa, sfacciataggine mentre si gode amicizie e amori che si rivelano sempre più difficili e sempre meno appaganti. Un ruolo che ha garantito la prima – giovanissima – candidatura agli Oscar per l’attore, merito anche della profondità di un film allo stesso tempo bellissimo e inquietante.

2) Anni ’80: “Starman”, J. Carpenter (1984)

Siamo in un altro decennio e decisamente in un altro genere. John Carpenter, da sempre considerato uno dei maestri dell’horror, con Starman si cimenta in un insolito road movie fantascientifico a tinte romantiche. Protagonista della pellicola è infatti Jeff Bridges nei panni di un alieno che assume le sembianze del marito morto di una vedova. Durante la fuga dalle autorità, lei lo aiuterà e tra i due verrà a formarsi un legame unico e molto particolare.

Non siamo di certo di fronte ad un Carpenter in piena forma, ma la stessa cosa non si può certo dire della performance di Bridges. Di certo il personaggio di un alieno che cade sulla terra e inizia a confrontarsi con i costumi umani non è una novità. Ma, come si vede anche dall’estratto video che vi proponiamo qui sopra, la capacità dell’attore è quella di non rendere banale e goffa una tale caratterizzazione, colpevole di poter finire molto facilmente nell’assurdo. Il ruolo di “starman” gli garantirà dunque un ulteriore nomination agli Oscar.

3) Anni ’90: “Il grande Lebowski”, J. Coen (1998)

Il Drugo sogna ad occhi spalancati in Il grande Lebowski
“Io non sono il Signor Lebowski, lei è il Signor Lebowski… Io sono Drugo!!!”

Per gli anni ’90 non ci poteva essere altra scelta all’in fuori de Il grande Lebowski. Jeffrey Lebowski è il ruolo definitivo dell’attore. Jeff Bridges non interpreta il Drugo, È il Drugo. In definitiva il ruolo decisamente più iconico di tutta la sua carriera e quello con cui si è fatto conoscere da tutto il pubblico.

L’interpretazione di Bridges è infatti uno dei principali motivi per cui Il grande Lebowski è diventata una delle commedie (assurde) più esilaranti di tutti i tempi. Lebowski, lo scansafatiche strafatto in lotta con i nichilisti, è l’emblema dell’eroe amabile e ottuso. Qui l’attore è bravissimo nel lasciare da parte il suo portamento “serioso” per abbracciare invece tutto il suo lato divertente e affabile. Una performance esilarante che non smette di stancare lo spettatore e che ha reso The Dude uno dei migliori personaggi mai creati dal cinema (10° secondo Empire).

Insomma, non c’è Oscar che valga il livello a cui è arrivato Bridges alle prese con la sua prima collaborazione con i fratelli Coen. E se ogni anno proprio Bridges è acclamato al Lebowski Fest nel Kentucky forse più di un motivo ci sarà!

4) Anni 2000: “Crazy Heart”, S. Cooper (2009)

Otis "Bad" Blake suona la chitarra in primo piano in Creazy Heart
“È bello essere qui con voi stasera…a dire il vero alla mia età è bello essere ovunque.”

Ecco. Ci siamo arrivati. Ci sono voluti ben 39 anni di carriera perché Jeff Bridges, con buona pace della sbadata Academy, riuscisse ad aggiudicarsi l’ambita statuetta. E l’ha fatto con Crazy Heart, piccolo film di Scott Cooper, in cui interpreta Otis “Bad” Blake, un ex-cantante country alle prese con problemi di alcolismo e costretto ad esibirsi in vecchi e trasandati saloon.

Bridges, ottimo musicista lui stesso, compie in questo film un finissimo lavoro nel personificare un anziano artista alla deriva. Il senso di malinconia del canto, unito alla bravura dell’attore californiano nel rappresentare realisticamente i problemi di alcolismo, rendono la performance davvero straordinaria. Un misto di tenerezza, tristezza e divertimento che affascinano tutto il pubblico.

5) Anni 2010: “Il grinta”, J. e E. Coen (2010)

Rooster Cogburn con benda sigaretta e pistola in mano ne Il grinta
“Se voleva un funerale adeguato doveva farsi ammazzare d’estate!”

Ci vuole del coraggio a prendere il ruolo che una volta fu di John Wayne per farlo proprio. Ma nulla che possa fermare l’accoppiata Jeff Bridges/fratelli Coen, che si dimostrano più che all’altezza nel raccogliere la sfida!

Nel remake in questione, Bridges interpreta l’US Marshal Rooster Cogburn assoldato da una giovane ragazzina per vendicare l’omicidio del padre. L’attore riesce ad aggiungere al personaggio del cowboy rozzo, burbero e ubriaco uno strato di umorismo che rende ancora più avvincente e divertente tutta la narrazione. Nonché più effettiva l’iconicità del personaggio.

Cogburn fa accoppiata con un altro “cowboy” interpretato qualche anno fa sempre da Bridges e che qui ci teniamo come “bonus track”. Si tratta di Marcus Hamilton in Hell or High Water (qui il nostro approfondimento sulla trilogia della frontiera), lo sceriffo impotente e disilluso, con il volto di un Bridges ormai in completa maturità artistica.

I due ranger Marcus Hamilton e Alberto Parker in Hell or High Water
“Vuoi sapere di queste rapine in banca, o resti lì e lasci che l’Alzheimer faccia il suo corso?”

Non ci resta che vedere cos’avrà in serbo per noi il “vecchio” simpatico attore per il prossimo decennio…

Per news e altri approfondimenti dal mondo del cinema e delle serie tv, continuate a seguirci su CiakClub.it!

Facebook
Twitter