James Mangold, il regista di Logan – The Wolverine, interviene su Twitter in favore dei registi che si assumono la responsabilità di dirigere un franchise, grande, come Star Wars.
Ancora una volta i social network sono il veicolo che le star utilizzano per intervenire in merito a questioni che le riguardano solo indirettamente. Il caso è di James Mangold, regista per la MCU di Logan – The Wolverine (2017).
Su Twitter James Mangold si rivolge ai fan di Star Wars e alla violenza delle loro recriminazioni a discapito della creatività dei registi chiamati ad assumersi l’incarico di sviluppare un nuovo capitolo:
At the point when work writing & directing big franchises has become the emotionally loaded equivalent of writing a new chapter of The Bible (w/ the probable danger of being stoned & called a blasphemer), then a lot of bolder minds r gonna leave these films 2 hacks & corp boards.
— Mangold (@mang0ld) July 5, 2018
“Se siamo arrivati al punto in cui scrivere e dirigere dei grandi franchise è diventato l’equivalente emotivamente caricato dello scrivere un nuovo capitolo della Bibbia (con il probabile pericolo di essere lapidati o essere chiamati blasfemi), allora le menti più coraggiose lasceranno questi film“.
Le riflessioni di James Mangold si rivolgono, senza ombra di dubbio, al collega Rian Johnson, letteralmente bersagliato dalle polemiche in seguito all’uscita di The Last Jedi, considerato dal pubblico il peggior film della saga dalle origini ad oggi.
If you feel that is the case, if u feel the film makers are just corporate tools and powerless, then why bitch at us? In the case of @rianjohnson and @chrismcquarrie, i assure you these cats are not “owned”. They actually fight your battles behind the scenes.
— Mangold (@mang0ld) July 5, 2018
The fervor of some attacks has an evangelical ferocity. Now, I get it cause for many folk, including me, the SW saga holds tremendous spiritual power, similar to a religious text. But we must remember to try to handle our disappointments the way Yoda might, as opposed to Darth.
— Mangold (@mang0ld) July 5, 2018
“Il fervore di alcuni attacchi ha una ferocia evangelica. Lo capisco perché per molte persone, me compreso, la saga di Star Wars possiede un tremendo potere spirituale, simile a quello di un testo religioso. Ma dobbiamo ricordarci di provare a gestire la nostra delusione nel modo in cui lo farebbe Yoda, non come Darth“.

Il non velato timore di James Mangold è che la ferocia di certi attacchi, come quelli che costrinsero l’attrice Kelly Marie Tran ad abbandonare Instagram a causa degli insulti, potrebbero causare un certo pudore nella libera creatività dei registi. I fan infatti, non sono a conoscenza delle battaglie creative che si svolgono dietro le quinte e ciò che appare poi sul grande schermo, non è mai deliberato dal solo uomo che se ne assume la responsabilità formale.
Let movies be free, the same way comics’ve been. Superman didn’t look the same in ‘52 as they did in 78 or 99. Encourage filmmakers to follow passion/story over universe building which is just a way to hook u 4 more $. Nolan never coulda made Batman Begins if making a sequel.
— Mangold (@mang0ld) July 5, 2018
“Lasciamo che i film siano liberi, come è accaduto con i fumetti. Incoraggiamo i film maker a seguire la passione e la storia piuttosto che costruire un universo che è solo un modo per attirarvi e ottenere più soldi. Nolan non avrebbe realizzato Batman Begins se avesse dovuto girare un sequel“.









