La 36° edizione de Il Cinema Ritrovato si terrà a Bologna dal 25 giugno al 3 luglio. Per l’occasione sarà ospite della rassegna John Landis. Il regista americano salirà sul palco nella serata conclusiva della manifestazione in occasione della proiezione del suo cult, The Blues Brother, che concluderà il festival.
Nel programma della rassegna sono previsti anche i cineconcerti in Piazza Maggiore per celebrare i cento anni di Nosferato di F.W. Murnau e di Femmina Folle di E. Von Stronheim e una retrospettiva dedicata alla commedia musicale tedesca degli anni ’20 e ’30.
“ll Cinema Ritrovato ritrova la sua consueta collocazione temporale: prevediamo che il formato della manifestazioni ritorni al suo assetto pre-pandemia, garantendo così alla nostra ineguagliabile compagine internazionale di cinefili un pieno accesso alle sale, al programma e alla condivisione dal vivo. Negli ultimi anni abbiamo lottato senza sosta per fare in modo che il festival restasse un evento reale, fisico; per tenerlo in vita nella forma che tanto amiamo. La grande emozione manifestata da tutti coloro che hanno preso parte alle ultime due edizioni ci ha insegnato prima di tutto a non dare per scontata la gioia di guardare film insieme, fianco a fianco.”
Queste le parole dei direttori artistici del Festival Il Cinema Ritrovato Mariann Lewinsky, Cecilia Cenciarelli, Gian Luca Farinelli e Ehsan Khoshbakht.
Nel comunicato ufficiale della rassegna sono state rese note anche due retrospettive dedicate a Sophia Loren e a Peter Lorre, attore tedesco attivo in Germania e negli Stati Uniti fra anni ’30 e anni ’60. Con queste parole il curatore della retrospettiva, Alexander Howarth, ha definito il protagonista di M – Il mostro di Dusseldorf:
“La sua vita, i suoi film, i suoi sogni irrealizzati e la sua presenza fisica rappresentano nel loro complesso una delle più fedeli rappresentazioni dell’uomo novecentesco. Al posto del completo trionfo ci sono le luci e le ombre che attraversano l’Europa centrale tra modernismo e fascismo, dipendenza ed esilio, cultura del denaro e fama. Passato dal teatro d’improvvisazione viennese al declino dello studio system classico, Peter Lorre è uno specchio in cui si riflettono volti e maschere del suo secolo.”
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