Il bambino con il pigiama a righe: una storia vera ha ispirato il film?

Il film Il Bambino con il Pigiama a Righe ha commosso molti spettatori, che si chiedono se la storia abbia radici nella realtà. Il film è ispirato al romanzo di John Boyne, chiaramente ispirato agli eventi dell'Olocausto. Esploreremo la connessione tra la finzione e la storia, esaminando come il libro e il film abbiano trasformato un capitolo oscuro in un potente racconto sulla perdita dell'innocenza durante la Seconda Guerra Mondiale.
Scena dal film Il bambino con il pigiama a righe

La settima arte sa come trasformare eventi reali e storie vere in opere d’arte capaci di emozionare e coinvolgere il pubblico. Un caso emblematico è quello del film Il Bambino con il Pigiama a Righe, tratto dall’omonimo bestseller di John Boyne. Di fronte a questa storia straziante, molti si sono domandati se sia basata su fatti realmente accaduti o se sia frutto della fantasia dell’autore. In realtà, pur essendo il romanzo una finzione letteraria, Boyne ha attinto a piene mani dalla storia drammatica dell’Olocausto per dare forma al suo racconto.

Il film narra le vicende di Bruno (Asa Butterfield, protagonista di Sex Education, serie che forse avrà una quinta stagione), un bambino tedesco di otto anni, figlio di un ufficiale nazista trasferito a dirigere un campo di sterminio durante la Seconda Guerra Mondiale. La vita di Bruno cambia radicalmente quando, oltre la recinzione del campo, incontra Shmuel, un bambino ebreo della sua stessa età. Tra i due nasce un’amicizia sincera e innocente, che diventa il fulcro della narrazione, spingendo lo spettatore a confrontarsi con la brutalità della guerra e con la natura dell’infanzia.

Sebbene il libro di Boyne sia nato dalla sua immaginazione, è evidente che il contesto storico della Seconda Guerra Mondiale e dell’Olocausto abbia influenzato profondamente la trama del film. John Boyne ha rivelato in diverse interviste di aver approfondito la storia dell’Olocausto prima di scrivere il suo libro, cercando di rendere il suo racconto il più credibile possibile. Un film che ad esempio si ispira ad una storia vera è Il pianista di Roman Polanski. Scopri qui la storia di Władysław Szpilman.

La domanda che molti si pongono è: c’è un bambino con il pigiama a righe dietro questa storia? La risposta è no, nel senso letterale del termine. Tuttavia, la storia di Bruno e Shmuel si ispira a esperienze reali vissute durante la Seconda Guerra Mondiale. Molti bambini, strappati alle loro famiglie a causa dei conflitti, si sono trovati a subire condizioni estreme nei campi di sterminio, assistendo impotenti a un dramma umano di dimensioni inimmaginabili.

Il regista Mark Herman, nell’adattare il libro per il cinema, ha cercato di restituire con la massima fedeltà possibile la drammaticità della storia. Il film ha ottenuto un grande successo per le interpretazioni degli attori bambini, la fotografia suggestiva e la colonna sonora toccante. Il film è stato apprezzato per la sua capacità di rappresentare l’orrore dell’Olocausto attraverso gli occhi puri di un bambino. La scelta di focalizzare l’attenzione sulla prospettiva infantile ha reso il racconto ancora più intenso. Ciò ha portato gli spettatori a riflettere non solo sulla storia narrata, ma anche sulla responsabilità umana di generare il male. 

In conclusione, sebbene Il Bambino con il Pigiama a Righe sia una storia inventata, la sua forza narrativa deriva dall’ispirazione tratta da eventi storici reali. John Boyne, con la sua abilità di scrittore, è riuscito a trasformare la cruda realtà dell’Olocausto in una storia emozionante. Il film, a sua volta, ha portato sul grande schermo la potenza di questa narrazione, contribuendo a diffondere questo potente messaggio. Il film andrà in onda questa sera su Cielo alle ore 21:15.

Facebook
Twitter