Su HBO Max, qualche giorno fa, è arrivato Allen v. Farrow, il documentario che sviscera le accuse di abusi rivolte da Dylan Farrow nei confronti del padre adottivo, il regista Woody Allen. Il lavoro si occupa anche dei vari retroscena della relazione fra Allen e Mia Farrow durata dodici anni. Oltre a quest’ultimo lavoro, sono stati inseriti anche sei film del regista (Scoop, Broadway Danny Rose, Ombre e nebbia, Radio Days, Another Woman e Settembre).
Cercando di riassumere al massimo le vicende, la storia tra Woody Allen e l’attrice mia Farrow è giunta al capolinea una volta emerso il tradimento di lui con la figlia adottiva, Soon Yi Farrow Previn. Nei primi anni Novanta sono poi arrivate le accuse rivolte da Dylan Farrow nei confronti del cineasta; accuse che sono sempre state negate e considerate come una sorta di vendetta da parte dell’ex compagna, Mia.
Ora, la scelta di presentare il documentario su HBO Max realizzato da Amy Ziering e Kirby Dick e altre sei pellicole non è andata giù a tutti. Il giornalista Ernest Owens, ad esempio, ha pubblicato il seguente tweet: “Il privilegio bianco è lasciare che Woody Allen lasci i suoi film disponibili su HBO Max mentre è in onda un documentario sugli abusi sessuali da lui commessi. Sta riscuotendo un assegno mentre viene esposto alle critiche sulla stessa piattaforma. Schifoso“.
The Wrap conferma però le intenzioni di HBO in un comunicato: “Questi titoli rimarranno disponibili in catalogo per permettere agli spettatori di fare le loro scelte e vedere o meno questi lavori”.
A proposito del documentario, domenica scorsa, Allen e Soon-Yi Previn hanno definitiro il lavoro come “pieno di falsità”.
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