Sta facendo molto discutere nelle ultime ore un articolo pubblicato sul magazine inglese The Critic Magazine in cui la filmografia di Martin Scorsese viene pesantemente messa in discussione sulla base di alcune analisi e di alcune supposizioni che poco hanno a che vedere con le opere del regista.
L’articolo, che ha sollevato un grande polverone, è stato commentato anche da Guillermo del Toro, regista di Il labirinto del fauno e La forma dell’acqua, che è intervenuto su Twitter difendendo Scorsese e smontando le accuse rivolte al maestro nell’articolo.
Queste le sue parole:
“Per essere chiari: se Dio si offrisse di abbreviare la mia vita per allungare quella di Scorsese, accetterei l’accordo. Quest’uomo conosce il cinema. Difende il Cinema. Incarna il cinema. Ha sempre combattuto per l’arte del cinema e contro la sua industria. Non è mai stato addomesticato e ha un posto fisso nella storia del cinema”.
To be clear: If God offered to shorten my life to lengthen Scorsese's- I'd take the deal. This man understands Cinema. Defends Cinema. Embodies Cinema. He has always fought for the art of it and against the industry of it. He has never been tamed and has a firm place in history.
— Guillermo del Toro (@RealGDT) October 7, 2022
Guillermo del Toro ha poi proseguito chiamando in causa alcuni punti toccati nell’articolo, domandandosi infine se fosse davvero necessario attaccare Martin Scorsese solo per aumentare le proprie interazioni.
“Non parteggio e e non sostengo, ma se qualcuno pensa che la WWS sia ‘… dolorosamente lenta’ o che Toro scatenato sia ‘… una pessimo regia’ e che ‘Nessuno studio osa pronunciare la parola ‘no’ a lui’ penso che dovrebbe necessitare studi sul linguaggio cinematografico e sulla storia.
La maggior parte dell’articolo è come incolpare Picasso per ‘non avere il senso della prospettiva’ o Gaugin per essere ‘sgargiante’. Se assali questi capisaldi, dovresti smontare il lavoro e costruire la tua posizione, non solo dare un’opinione con aggettivi ‘sbattuti’
Quando leggo pezzi come questo. Rivolto a una delle persone più benigne e una delle più sagge, sento i tremori del crollo imminente di una cultura e e mi chiedo: ‘A che fine?’ …e mi ritrovo perplesso”.
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