Gianfranco Rosi prepara il suo quinto lungometraggio, Nocturne

Ogni regista ha da sempre (oppure sviluppa col tempo) delle tematiche a lui care. Veri e propri chiodi fissi che non può fare a meno di raccontare in molte delle sue opere. Se volessimo fare quest’operazione, ossia quella di ricercare quale possa essere il chiodo fisso di Gianfranco Rosi – il regista italiano vincitore dell’Orso d’Oro alla Berlinale del 2016 e candidato all’Oscar al miglior documentario nel 2017 – potremmo forse ritrovarlo nel desiderio di raccontare storie di periferia, le minoranze. Persone che vivono ai margini della società.

Questo ha raccontato Rosi in passato, e in un modo piuttosto efficace: sia con Sacro GRA (documentario su scene reali di vita vissuta sul Grande Raccordo Anulare, a Roma, e con cui ha vinto il Leone d’Oro a Venezia nel 2013) e soprattutto con il celebratissimo Fuocoammare, con cui ha riportato gli sbarchi dei migranti a Lampedusa, facendo incetta di premi e critiche lodevoli lo scorso anno.

E pare che il chiodo fisso non voglia proprio abbandonarlo, visto che Rosi è pronto per il suo quinto lungometraggio: Nocturne.

Di cosa parlerà questo film? Stavolta il regista italiano nato in Eritrea andrà ad esplorare proprio le terre del Medio Oriente e racconterà le storie di persone che vivono in Libano, in Egitto, in Siria, in Iran. Nel tentativo di dimostrare che anche una cultura così diversa dalla nostra e verso la quale in molti nutrono gravi pregiudizi, può essere vista con occhi diversi, se la si guarda (e la si racconta) dall’interno.

Nocturne sarà prodotto da 21Uno Film, Stemal Entertainment e Les Films d’Ici (casa di produzione francese). Tra le altre collaborazioni figurano Arte France Cinéma, Rai Cinema, l’Istituto Luce, il MiBact, e Météore Films come distributore in Francia e Doc & Film International, già occupatasi in passato di tutti i film di Gianfranco Rosi.

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