George Miller ha parlato di Mad Max e del personaggio Furiosa

La versione online del Comic Con ha rilasciato un’intervista di George Miller in onore dei cinque anni dall’uscita di Mad Max: Fury Road ed è stata l’occasione per il regista di parlare di Furiosa ed altri personaggi, partendo dal compianto Heath Ledger:

“Ogni volta che Heath Ledger veniva in Australia, mi chiamava e parlavamo un po’. Ho sempre avuto lui in mente. Mel, quando l’ho incontrato la prima volta, Heath, quando l’ho conosciuto, e Tom Hardy hanno tutti in comune una qualità: una specie di magnetismo animale. Ho lavorato con gli animali nei film di Babe. C’è questa cosa meravigliosa che succede con loro: puoi accudirli e giocarci insieme, ma avranno sempre una specie di mistero racchiuso dentro di loro. Quegli attori sono tutti e tre estremamente accessibili e socievoli, ma dall’altro lato sono un mistero, non riuscirai mai a conoscerli veramente. È una delle essenze del carisma, e un paradosso. Tutti e tre hanno questa caratteristica.”

Inizialmente Charlize Theron aveva rifiutato la parte, poi però i ritardi del film ne hanno favorito l’inserimento, dandole il tempo di leggere il copione, cosa che, per ammissione stessa della bella attrice, prima non aveva fatto:

“Chissà cosa accadde. Ma senza dubbio Furiosa è stato il primo personaggio a cui ho pensato. Mel era stato ingaggiato per il film, poi sono successe delle vicende che hanno intaccato la sua persona pubblica, il film continuava a essere rimandato… e poi siamo riusciti a farlo.”

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Il sequel su Furiosa è attesissimo, ma Miller non si sbottona troppo a riguardo:

“È troppo presto per parlarne. Ho sempre avuto una leggera superstizione, non voglio dipendere dalla fortuna parlando di un film che non ho ancora fatto. Ricordo che parlai di Mad Max appena prima dell’undici settembre, e dovevamo girarlo qualche settimana dopo. Alla fine lo girammo quasi dieci anni dopo!”

Furiosa diventerà il nuovo Immortan Joe?

“Ci sono due possibilità. Una è una semplice utopia: immagino che abbia aperto i rubinetti dell’acqua. […] Ma l’autore Joseph Campbell sostiene che l’eroe di oggi diventa il tiranno di domani. L’eroe è l’agente del cambiamento. Sostanzialmente, rinuncia all’interesse personale per un bene comune. Secondo Campbell, l’eroe si innamora di ciò che ha costruito o salvato. E diventa un fortino. Diventa l’ortodossia. Sviluppa il dogma, e sostanzialmente si ritrova a proteggerlo. È ciò che succede abitualmente.
[…] Ma non credo veramente che sarebbe diventata un tiranno, penso sia troppo intelligente per cadere in quella trappola. Ha già visto cosa succede con Immortan Joe. Credo che lui avesse attraversato quello stesso processo. Forse, ai suoi tempi, Immortan era un personaggio eroico.”

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