Ferrari, Barbareschi sostiene Favino: “La Cruz come l’Esorcista”

Il Festival di Venezia si avvicina alla conclusione ma non sembrano fermarsi gli strascichi delle parole critiche di Pierfrancesco Favino nei confronti del film Ferrari. Il tema dell’appropriazione culturale tiene banco ed anche Luca Barbareschi ha espresso la sua opinione.
Ferrari, Barbareschi sostiene Favino: "La Cruz come l'Esorcista"

A margine del Festival di Venezia, continua a suon di dichiarazioni la polemica sorta attorno a Ferrari di Michael Mann. Il film diretto dal grande regista americano, accolto comunque positivamente dalla critica, è al centro di una querelle partita da Pierfrancesco Favino presente al Lido per presentare diversi progetti ai quali ha preso parte (Io Comandante e Adagio).

L’attore italiano, in una sentita intervista, ha portato avanti un tema molto ostico a lui caro, ovvero l’appropriazione culturale in ambito cinematografico. La problematica è sorta a causa della scelta di protagonisti americani per interpretare personaggi italiani, proprio come accaduto in House of Gucci di Ridley Scott, e sempre con protagonista nel vortice della critica Adam Driver.

Ferrari, interviene anche Barbareschi

Adam Driver è Ferrari nel film di Michael Mann
Adam Driver è Ferrari nel film di Michael Mann

Dopo Favino ed il supporto dell’attore danese Mads Mikkelsen, è intervenuto anche il produttore e regista Luca Barbareschi che, come riporta anche La Repubblica, sostiene la causa. “Sono d’accordo con Favino, ma lo dico da tempo. Non è una questione solo di lingua, decidiamo: vogliamo fare l’eccezione culturale italiana o no? Tutto il mondo recita nella lingua di appartenenza, solo noi pensiamo di doverci inchinare agli americani finché si va a cozzare

Aggiunge ancora Barbareschi: “Mi spiace per questa polemica innescata da Favino. Detto questo mi piacerebbe che ci fosse un seguito. Ho visto come nei film anglosassoni fanno parlare gli italiani, questa imbecillità è nata con il film su Gucci. In Ferrari Penélope Cruz parla con accento spagnolo cercando di essere emiliana. Come l’Esorcista con varie voci dentro di sé. Non siamo secondi a nessuno con il nostro cinema, spero che ci siano da parte della politica grandi investimenti sul Paese e sulla narrazione del nostro Paese altrimenti dobbiamo lasciar che altri ci raccontino”.

Parole pesanti quelle di Barbareschi che alimentano un’annosa questione che molti sperano possa portare ad una svolta. Peccato che in tutto questo marasma a farne le spese sia un film come Ferrari, il cui valore cinematografico è accantonato per far spazio alla polemica.

Facebook
Twitter