Ethan Hawke: “Pensavo che Robin Williams mi odiasse”

Ethan Hawke, intervenuto nel corso del Karlovy Vary Film Festival, ha parlato del suo legame con il regista Richard Linklater, della sua visione degli Stati Uniti durante la pandemia di Covid-19 e della sua carriera.
L’attore ha voluto ricordare il film che lo fece conoscere al mondo intero, L’attimo fuggente, film del 1989 diretto da Peter Weir che vanta una delle prove più intense e significative di Robin Williams. Ethan Hawke ha così ricordato il suo rapporto con l’attore scomparso nel 2014:

Pensavo che Robin mi odiasse. Aveva l’abitudine di fare un sacco di battute sul set. A 18 anni, lo trovavo incredibilmente irritante. Non mi veniva assolutamente da ridere e lui non riusciva a smettere di fare battute. Ma fu lui che mi mise in contatto con il mio primo agente. L’agente mi chiamò dicendomi che Robin Williams gli aveva detto che ero in gamba.”

Ethan Hawke ha quindi raccontato un retroscena su una della scene più celebri del film di Peter Weir:

“C’era questa scena nel film in cui mi aiuta a comporre spontaneamente una poesia davanti alla classe. Alla fine delle riprese ha fatto una battuta dicendo che mi trovava intimidatorio. Pensavo fosse un pessimo scherzo. Invecchiando, mi sono reso conto che c’è davvero qualcosa di intimidatorio nella serietà dei giovani, nella loro intensità. È intimidatorio essere la persona che pensano che tu sia. Robin era questo per me.”

L’attore ha quindi paragonato il proprio rapporto con Robin Wiliams sul set di L’attimo fuggente a quello avuto da lui con Philip Ettinger, attore con cui ha recitato in First Reformed di Paul Schrader. Ethan Hawke ha speso belle parole per il giovane attore statunitense:

Mi ricorda un giovane Mark Ruffalo. Ha un’intensità e una forza d’animo estreamemente rare. L’arte volte mi ricorda l’atletica: i giovani possono essere estremamente bravi senza sapere esattamente il perché.”

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