Alcuni lo considerano il film dell’anno già a gennaio, altri un film pressapochista pieno di stereotipi. Emilia Pérez ha già abbondantemente diviso il pubblico ed è il nuovo film spartiacque, anche se ha fatto incetta ai Golden Globe e si prepara a essere uno dei favoriti in vista degli Oscar 2025. Il regista Jacques Audiard ha ricevuto parecchie accuse, soprattutto per le modalità con cui sono stati toccati alcuni particolari temi. Vediamo meglio la questione.
Moltissimi detrattori hanno considerato l’approccio alla transizione, il passaggio del boss del cartello da uomo a donna interpretato dall’attrice transgender Karla Sofía Gascón (vi lasciamo un articolo che chiarisca il finale del film), abbastanza retrogado ma ciò che ha davvero disturbato parte del pubblico è stato il suo approccio al mondo messicano.
Il musical è in effetti ambientato (non fa sconti la lingua, che soprattutto per le parti cantate resta lo spagnolo) in Messico ma è stato girato vicino Parigi. La dinamica dei cartelli e del traffico di stupefacenti non è tra le più semplici da gestire e riportare su schermo e molti avrebbero apprezzato un tipo di studio diverso da quello fatto da Audiard.
Le critiche infatti, per quanto riguarda ambientazione e scelta nel trattare le tematiche, parlano di un film irrealistico e assolutamente non autentico. La reazione di Audiard? Chiedere scusa! Lo stesso regista ha rilasciato una intervista che (se ben interpretata) lascia un sunto al modo di vedere il suo stesso film: “Se ci sono cose che sono sembrate scioccanti in Emilia Pérez, me ne scuso. Il cinema non deve dare delle risposte, deve porre delle domande. Ma forse le domande in Emilia Pérez non sono quelle corrette“.
Naturalmente il lavoro del regista francese è stato anche apprezzato da moltissimi sostenitori e anche dagli addetti ai lavori; non ultimo, il regista messicano Guillermo del Toro ha confermato che Audiard sia tra i più grandi registi attualmente in vita. Noi della redazioni vi lasciamo la nostra recensione, e vi consigliamo di non perdervi Emilia Pérez al cinema, anche se coloro che lo criticano dicono che non cambierà né la storia del cinema, né la comunità LGBTQIA+. Bisogna chiedersi, è mai stato un obiettivo?









