Edward mani di forbice: una delle migliori dark story di sempre

“Stringimi”

“Non posso”

Il logo della 20th Century Fox si copriva di neve, lo spettacolo di Tim Burton stava per iniziare. Era il 14 Dicembre di 30 anni fa e nelle sale cinematografiche americane approdava Edward mani di forbice, la storia senza tempo che diede il via alla collaborazione fra il regista e Johnny Depp, all’epoca un giovanotto dal curriculum scarno, il quale ebbe la meglio su nomi come Tom Hanks, Tom Cruise, Gary Oldman e William Hurt.

Amore, emarginazione, finzione, autobiografia. Edward mani di forbice riesce a non invecchiare mai e ancora oggi è senza dubbio uno dei migliori prodotti partoriti dalla mente visionaria di Tim Burton. Insomma, una delle migliori dark story di sempre.

La nascita di Edward

Per chi non lo ricordasse o non lo sapesse, Edward mani di forbice è la storia di un inventore curioso (Vincent Price nella sua ultima interpretazione) che dona la vita ad una creatura di nome Edward (Johnny Depp). Questa ha tutto, è dotata di organi, è in grado di provare sentimenti, di pensare, di agire e ha l’aspetto di un essere umano. Se non fosse per le mani, che il padre di Edward non ha fatto in tempo ad impiantare, condannandolo così a rimanere con delle lunghe e taglianti lame al posto delle dita. Rinchiuso nel suo castello gotico, buio, solo, fra ragnatele e buchi sul tetto, la sua esistenza prende davvero avvio quando Peggy (Dianne Wiest), in cerca di nuovi clienti a cui vendere i suoi prodotti di bellezza Avon, lo scova e decide di portarlo a casa.

Tutto il miglior Tim Burton possibile

edward mani di forbice taglia i capelli a vicinaEsseri umani e creature mostruose; misto di sano gusto kitsch e pop; atmosfere gotiche e dark; ammirazione e finzione. Tutto il meglio della fantasia e della capacità burtoniana, in Edward mani di forbice esplode senza pietà.

Ci sono strade larghe, case color pastello con giardini spogli e macchine coordinate. Ci sono personaggi fatti con lo stampino, concentrati sulle loro insulse esistenze, tutte sempre uguali, monotone e ripetitive. Sostanzialmente prive di interessi. Edward piomba come un fulmine a ciel sereno nella cittadina americana, palcoscenico perfetto per interpretare la finzione e giudicare dall’apparenza. Lui grigiastro per natura, loro usciti da palette di ombretti. Posti dinanzi alla differenza, i vicini di casa di Peggy non possono far altro che mostrare il loro massimo grado di curiosità, appostandosi agli angoli delle strade per scoprire qualcosa di più, riempiendo le loro superficiali vite.

Di contro, Edward è timido, cerca di inserirsi in quel contesto mosso dalla voglia di avere finalmente un contatto con gli altri esseri e conquista tutti con le sue abilità. Il giovane, infatti, è in grado di distruggere e creare allo stesso tempo. Con le lame taglienti e pericolose che ha al posto delle mani, si muove e annienta, ma all’occorrenza possono trasformarsi nel perfetto utensile di un maestro d’arte, componendo sculture topiarie e diventando un parrucchiere creativo. A quel punto, la curiosità insana delle vicine di Peggy diventa finalizzata a usufruire della creatura e delle sue capacità. Ed diviene un fenomeno e i rapporti si muovono prima su un una sorta di climax ascendente – tutti lo vogliono conoscere, toccarlo, assumerlo, sfoggiarlo – e poi discendente – primi dubbi fino all’oblio totale con la caccia alle streghe e la fuga.

L’unica in grado di empatizzare davvero con Ed e dotata di una pura sensibilità è Kim (Winona Ryder). Il loro rapporto così puro, il loro sentimento così disinteressato, inseriti in questo contesto al limite del circense, rappresenta una protezione reciproca. Lei, fidanzata con un ragazzo antitesi perfetta di Ed, è l’unica che si distingue dal gregge ed in grado di tutelare lui e la sua diversità; lui al contempo è l’unico a poterla salvare da un futuro di ipocrisia.

Edward, Johnny Depp e Tim Burton

edward e kim in una scena del film“Io sentivo semplicemente di non poter comunicare. Sentivo che la mia immagine, il modo nel quale venivo percepito dagli altri, erano in aperto conflitto con il mio io interiore, sentimento peraltro molto comune”.

Edward mani di forbice, e quindi Johnny Depp, è alla fine dei conti l’alter ego di Tim Burton. Un personaggio nato nei pensieri infantili del regista, caratterizzato da una corporatura esile, abiti scuri e una capigliatura che somiglia molto a quella del regista – sì, anche di Robert Smith. Questa figura nasce dal bisogno di raccontare la sua mancata capacità di comunicare con il mondo dei pari, delle sue fasi di vita trascorse praticamente in solitudine, senza amici e senza legami. Un destino che per Tim Burton si è sempre ripresentato in qualche modo, anche da un punto di vista lavorativo, ad esempio quando le sue scelte stilistiche non abbracciavano le richieste di casa Disney.

Ma non solo Tim. Edward prende anima e corpo anche da La bella e la bestia, Frankenstein di Mary Shelley e il Quasimodo di Notre-Dame de Paris di Victor Hugo. Quale file rouge? Non sono perfetti nel loro aspetto, non si omologano agli standard imposti dalla società, apparentemente mostruosi destano paura, ma nel loro profondo sono autentici, veri e infinitamente buoni.

Cosa rende così speciale Edward mani di forbice

johnny depp in edward mani di forbice con il suo creatoreEdward mani di forbice è una delle migliori dark story di sempre anche perché, togliendo la morale e la storia d’amore che ci ha fatto versare litri di lacrime, Johnny Depp riesce a rendere l’unicità del personaggio senza servirsi di grandi battute – 165 è il numero totale di parole pronunciate dall’attore. È sufficiente il volto per rendere il senso di felicità quando viene adottato, di affetto quando conosce Kim, di paura quando inseguito, di inadeguatezza e imbarazzo quando si trova circondato dalle insopportabili vicine di casa. Insomma, a Depp non servono parole per esprimere la sensibilità di Ed. A questo, si aggiungono l’indimenticabile colonna sonora di Danny Elfman, la sceneggiatura di Caroline Thompson e la scenografia di Bo Welch. Tutti elementi in grado di rendere questo uno dei capolavori di Tim Burton e una delle migliori dark story di sempre.

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