La Disney acquista la 20th Century Fox per più di 60 miliardi di dollari.

La Disney ingloba anche le attività della pagando i suoi debiti Fox, e sembra pronta per il grande lancio sulle piattaforme streaming.

Le nozze tra i due colossi mondiali, Walt Disney Company21st Century Fox, è ormai ufficiale, se di “nozze” si può realmente parlare. La Disney ha acquistato tutte le attività cinematografiche e i business correlati della Fox per 52,4 miliardi di dollari, impegnandosi inoltre a farsi carico dei 13,7 miliardi circa di debito che la società di Rupert Murdoch aveva accumulato. Entrando nel dettaglio la Disney ha ottenuto quasi il suo intero entertainment, dai film, ai canali via cavo, agli studi televisivi. 

Fox e Disney

Di fatto, dunque, l’impero di Murdoch è stato completamente smembrato. Nonostante ciò non esiste nessun accordo di questo livello che non favorisca entrambe le parti: la base dell’unione è infatti molto simile alle precedenti acquisizioni dei Marvel Studios, Pixar e LucasFilm. La Disney lascerà a Fox il 25% delle sue azioni, mentre il 5% resteranno, in base a quanto scritto da Bloomberg, in mano a Murdoch. La multinazionale statunitense con sede a Burbank, prosegue con la sua politica che consiste nel lasciare un piccolo spiraglio di autonomia alla società inglobata, anche se in questo caso, probabilmente, il grado di libertà creativa è molto più basso di quello concesso agli studi Pixar. Il vantaggio di Murdoch e degli azionisti della Fox è evidente: l’acquisizione da parte della Disney, nei casi passati, ha fatto sempre registrare un boom di plusvalenze; ottima notizia per chi possedeva azioni della vecchia società. La speranza è che entrare a far parte di questo grande conglomerato inverta la tendenza recessiva, in cui la Fox era ultimamente incappata.

La mossa della Disney, invece, dovrebbe essere interpretata come un preparativo per approdare sul mercato streaming, più che una strategia finalizzata ad eliminare un contendente dal mercato cinematografico e televisivo. Questa inesauribile industria di prodotti e piattaforme multimediali potrebbe inserirsi facilmente tra i gradi leader dello streaming, capace di far concorrenza a chiunque, Netflix in primis.

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