Denis Villeneuve è tuttora impegnato nella promozione di Dune (qui la nostra recensione) che a breve avrà il suo debutto anche sul mercato “domestico” (aka USA). Ma prima di questo kolossal che sta ottenendo il risultato sperato, il regista canadese si era dedicato ad un altro grande “mostro sacro” della fantascienza: Blade Runner 2049.
Uscito nel 2018, e nonostante le lodi della critica, il sequel del film di Ridley Scott non è riuscito ad ottenere i risultati sperati in termini di incassi. O meglio i suoi 260 milioni di dollari di incasso non sono bastati a coprire il budget della pellicola. Infatti un blockbuster costato ben 180 milioni di dollari (esclusa P&A) dovrebbe raggiungere risultati molto più alti per risultare davvero profittevole. Ai tempi la casa di produzione Alcon e i suoi investitori hanno stimato una perdita netta di 80 milioni di dollari.
Per questo di recente Denis Villeneuve, durante la partecipazione al noto podcast Happy, Sad, Confused (via The Playlist), ha detto che si ritiene fortunato di non essere finito nella “prigione dei registi” dopo l’insuccesso del film. Pellicola che, tra le altre cose, confessa di non aver più rivisto:
“Sto aspettando ancora di distaccarmi un po’ di più da quel film prima di rivederlo. Il miracolo di quel film è che io sto ancora facendo lungometraggi e che tu stai parlando con me. Quando stavo lavorando a quel film sapevo bene che stavo flirtando con il disastro. Mi sono messo in una posizione di elevatissimo rischio artistico. Come mi disse Christopher Nolan una volta, stavo letteralmente camminando in un “territorio sacro”. Ed è vero, era come fare qualcosa di sacrilego. Il fatto che io stia ancora lavorando, chissà, magari se il film avesse funzionato cosa sarebbe successo, ma almeno posso dire di non essere stato bandito dalla comunità dei registi. Ma sarebbe potuto essere un gioco molto rischioso.”

Ma il pensiero di un sequel è ancora molto presente nei piani di Denis Villeneuve, come aveva lasciato intendere in un’intervista di gennaio 2020:
“È un luogo estremamente evocativo, quello di Blade Runner. Ma il problema sta tutto nella parola sequel. Penso che il cinema abbia bisogno di storie originali. Ma se tu mi domandassi se mi piacerebbe tornare a parlare di quell’universo in una maniera differente, ti direi di sì. Ma dovrebbe trattarsi di un progetto autonomo. Disconnesso dalle altre due pellicole. Un noir ambientato nel futuro. A volte mi sveglio nel cuore della notte pensandoci.”
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