Commedia italiana 3.0: dal web al cinema è questo il futuro?

Commedia italiana 3.0: dal web al cinema è questo il futuro?

Nei prossimi giorni esce in sala Il vegetale un film con protagonista Fabio Rovazzi, diretto dal regista campione d’incassi Gennaro Nunziante, il futuro della commedia italiana viene sempre più dal web.

Il prossimo 18 gennaio uscirà nelle sale italiane il film di Gennaro Nunziante, Il vegetale, di cui l’attore protagonista è un noto youtuber italiano, Fabio Rovazzi.

fabio rovazzi

Nunziante sfida il suo recente passato, con un’arma che è stata ampiamente utilizzata negli ultimi anni in Italia, senza avere grande successo, ovvero l’unione tra il mondo del cinema e il mondo del web.

Il regista campione assoluto di incassi in Italia con il film Quo vado? con Checco Zalone, ottenendo oltre 65 milioni di euro, si propone l’obiettivo di stupire gli spettatori trasformando una web star in attore di successo, all’interno di un medium molto differente come il cinema.

Negli ultimi anni sono diverse le web star approdate al cinema, da Frank Matano ai The Pills, Maccio Capatonda, i The Jackal, senza tuttavia ottenere un successo grandioso, riuscendo di poco ad oltrepassare la soglia dei 5 milioni di euro al Box Office (Italiano medio, Ma che bella sorpresa, Fuga di cervelli). Esempi che confermano la regola per cui
uno sketch di 5min sul web divenuto virale, non sia paragonabile alla forza di un film per attrarre pubblico nelle sale.

maccio capatonda

Le milioni di views o i milioni di followers sul web hanno attratto le più grandi produzioni italiane portandole ad investire importanti capitali nei personaggi famosi delle piattaforme online.
Oltre alle revenues non esaltanti, anche la critica è stata aspra nei confronti di queste opere cinematografiche di carattere comico. Il genere predominante è stato, infatti, proprio quello della commedia, sviluppato in varie forme ma che tratta tematiche attuali molto simili.

Il caso Rovazzi è differente, è sicuramente una web star divenuta famosa non per i suoi video virali ma come cantante di alcune canzoni ironiche apprezzate però dal pubblico generalista, la sua Andiamo a comandare è stata certificata cinque volte disco di platino dalla FIMI. Dal web, alla musica, al cinema, utilizzando linguaggi appropriati ogni volta,
questa è la forza di questo giovane artista, che non produce opere introspettive di chissà quale pregio, ma che sicuramente riesce a comunicare a molti.

commedia italiana

Negli ultimi dodici anni in Italia lo sviluppo della rete Internet e soprattutto l’affermarsi del network YouTube (2005); piattaforma tramite la quale vengono divulgati video gratuitamente e dove milioni di utenti caricano ogni giorno contributi audiovisivi, hanno reso possibile l’affermarsi di nuovi artisti che, grazie all’avvento di tecnologie digitali low cost, ma di qualità semi-professionale, sono riusciti con le loro idee ad imporsi nel mondo virtuale per poi iniziare una sfida verso i mezzi di comunicazione di massa come la TV e il cinema.

Gli artisti che si sono rivelati più importanti in questo campo sono stati coloro i quali hanno puntato a far sorridere gli utenti, ispirandosi a una commedia di derivazione televisiva in primis, ironizzando sulla vita quotidiana e sugli aneddoti delle persone comuni, che poi hanno interpretato e modificato, utilizzando nuovi linguaggi sia tecnici (montaggio, ripresa), sia attoriali/performativi, per riuscire a comunicare a milioni di utenti in rete.

Nella maggior parte dei casi i milioni di click avvengono per filmati demenziali e di poco rilievo artistico, per videoclip musicali o per recensioni di videogames.
In merito agli artisti italiani i migliori negli ultimi anni sono stati, The Jackal, The Pills e Maccio Capatonda, i loro contributi audiovisivi comici sono il frutto di un attento studio dei format che vogliono deridere e dei casi umani o della società su cui vogliono ironizzare.

I loro progetti di sceneggiatura sono ben strutturati, utilizzano alla base un linguaggio accessibile ai molti utenti che li seguono, rifacendosi a modi di dire o luoghi comuni di fiction, talk show, film in auge del momento e qualsiasi contributo audiovisivo di successo commerciale, mescolando con originalità e con buona tecnica il tutto, realizzando prodotti innovativi e molto apprezzati.

Grazie al loro grande seguito fanno parte di quei piacevoli casi che stanno sfidando i vecchi media di massa, ponendo Internet come la nuova frontiera per la diffusione audiovisiva. Il loro comun denominatore è fare commedia ispirandosi proprio al mondo televisivo e a tutti i personaggi che ne fanno parte, ma soprattutto a quelli che contribuiscono a rendere gli spettatori delle menti che pensano tutte allo stesso modo e che s’interrogano e riflettono su problemi di poco conto. Una presa di coscienza comica per riflettere e analizzare le contraddizioni del pensiero moderno assoggettato ai valori del medium ad oggi più diffuso, dal quale provengono i talent show, talk show e tutti quei programmi che contribuiscono alla diffusione della mediocrità in Italia.

Il loro modo di fare video trae spunto proprio da questo: dall’influenza che hanno i programmi televisivi più commerciali sul pubblico, ma il tutto è rivisitato in una modalità apparentemente insensata, con comportamenti e modi di dire tipici della televisione degli ultimi venti anni, per arrivare poi a creare i loro personaggi e sketch comici che
nascondono una forte critica agli stereotipi attuali mediante un linguaggio contemporaneo innovativo.

Questa nuova rivisitazione della commedia e del linguaggio non può esimersi dal confronto con la commedia all’italiana degli anni ’50-’60 e dei primi anni ’70, che analizzava ed era una sorta anch’essa di specchio della società e delle contraddizioni dell’epoca in chiave ironica.
Questi fenomeni contano sui loro canali milioni di visualizzazioni, affermando il mondo web come nuova frontiera comunicativa oltre il cinema e la televisione. Partendo da video di pochi minuti riescono a concentrare l’attenzione di persone che comunemente usufruiscono di Internet nella vita quotidiana, abbattendo delle barriere prima impensabili.

Queste nuove produzioni sono riuscite a sfruttare al meglio un nuovo modo di comunicare con l’audiovisivo inserendosi in quest’ondata di fenomeni provenienti dal mondo virtuale, che offre una modalità innovativa di fruire dei prodotti filmici, oggi visibili sul palmo di una mano.
In Italia gli esempi di comici di grande successo più recenti e importanti provengono tutti dal mondo televisivo, come Ale e Franz, Checco Zalone, Ficarra e Picone, Alessandro Siani, Pif.

I nuovi artisti del web sfidano questa modalità classica di fare carriera e con la loro nuova commedia cercano di tracciare un solco con il passato per il linguaggio che utilizzano, melting pot di citazioni filmiche, ma anche di generi diversi che nell’insieme creano un nuovo ibrido.

Dal web, alla TV per poi arrivare a sfidare il cinema, passaggi quasi obbligati, un’arte difficile con la quale cimentarsi, dove questi autori/attori/registi ricercano la definitiva consacrazione come artisti di rilievo.

Il caso de Il vegetale potrebbe essere diverso, Rovazzi interpreta se stesso in una classica favola Disney, dove il protagonista vive un’avventura che lo cambierà per sempre. Un Pinocchio moderno, che non si perde nei vizi di Lucignolo ma che è per natura onesto e riesce con questa onestà a cambiare gli altri e la sua vita. Una commedia che analizza alcuni fattori principali per i giovani d’oggi come la disoccupazione e la famiglia, senza mai andare in profondità, ma con una leggerissima ironia. Rovazzi non canta e nel film non ci sono parolacce, non ci sono inoltre altri youtuber, ci sono attori di cinema come Luca Zingaretti e Ninni Bruschetta. Un prodotto differente che può ambire ad attrarre pubblico perchè concepito per il cinema, delineando una strada differente da percorrere e sicuramente da migliorare. Ottimi gli spunti di riflessione, sicuramente un lavoro più studiato rispetto a quelli realizzati da altre web star come Maccio Capatonda o i The Jackal. Il progetto di questi ultimi infatti, Addio fottuti musi verdi, non ha avuto successo a al cinema incassando solo 698 mila euro, a riconferma che non è scontato che i like portano pubblico in sala.

Vedremo dunque l’esito di quest’ultimo film con l’augurio che questi esperimenti possano arrivare negli anni a trovare un nuovo modo di esprimere la comicità di carattere riflessivo e non puramente demenziale, avendo successo come lo è stato per Zalone, traendo spunto anche dalla commedia italiana del passato.

Non è possibile effettuare un vero e proprio confronto tra attori e performance del passato, poiché della commedia all’italiana classica hanno fatto parte personaggi come Gassman, Tognazzi, Sordi, Vitti, Sandrelli, Manfredi, Giannini, attori ancora oggi annoverati in un
girone quasi insuperabile per le loro interpretazioni, ma si può approfondire l’analisi della struttura e lo studio che c’era dietro le storie e i personaggi per creare quel genere di film che voleva far ridere ma anche riflettere, sorretti da un uso sapiente dell’ironia.

Film, ad esempio, come Il Sorpasso (1962) di Dino Risi o La Grande Guerra (1959) di Mario Monicelli, dove veniva descritta l’Italia di un preciso periodo storico con lo sguardo di persone comuni che, tramite il sorriso e situazioni tragicomiche, riuscivano a mettere in luce il carattere e le contraddizioni del popolo italiano.

Questo genere è stato dichiarato superato dalla fine degli anni ’70, dovuto sia alla perdita di alcuni dei suoi massimi protagonisti (Totò, Vittorio De Sica, Peppino De Filippo, Pietro Germi), sia al cambiamento socio-politco del tempo, ma anche e soprattutto per l’affermarsi di nuovi generi, come i film demenziali definiti commedia sexy, film meno riflessivi, confezionati per intrattenere, costruiti con una serie di sketch fini a se stessi, nel mezzo di storie surreali e fantasiose, per poi vedere la nascita di una nuova corrente definita commedia italiana di autori come Verdone, Troisi, Benigni, Villaggio che agli inizi degli anni ’80 iniziarono un percorso di successo affermandosi con caratteri decisamente differenti.

Analizzando queste nuove frontiere, si può asserire che oggi ci sono le potenzialità per l’affermazione di nuova commedia all’italiana o più semplicemente di una nuova commedia 3.0 che parte dal web per arrivare in TV o al cinema, ma il percorso è ancora lungo.

Leggi tutti i nostri focus sul cinema!

 

Facebook
Twitter