Carlo Verdone su Troisi: “Lui era di un’altra pasta”

Carlo Verdone non perde occasione di ricordare personaggi o eventi passati: questa volta ha voluto parlare di due colleghi e dei bellissimi ricordi che lo legano a uno dei due:

Con Francesco Nuti dovevamo fare Cuori nella tormenta ma, a 20 giorni dalle riprese, Francesco sparì, lasciandomi in braghe di tela. All’inizio mi incazzai ma non so portare rancore e alla fine ho pensato ‘Vabbè, è chiaro che Nuti ama recitare da solista’“.

Sono stato più amico di Massimo che di Francesco. C’eravamo conosciuti a Torino nei tre mesi in cui abbiamo preparato il programma televisivo ‘Non stop’ che poi avrebbe decretato l’inizio del mio successo. Ricordo che un giorno cercavano Nuti che doveva registrare ma non si trovava. Lo scovai nel bagno seduto sulla tazza con Tex tra le mani. Gli dissi ‘Francesco, avevamo un appuntamento, ricordi? Dovevi ascoltare un mio sketch e poi devi registrare, ti stanno cercando’ e lui rispose ‘Sì, sì, ma ora chiudi la porta che mi girano i coglioni’. Era imprevedibile, incapace di godere del suo talento“.

Ecco un ricordo di Massimo Troisi di qualche anno fa.

Ben diverso era infatti il grandissimo Massimo Troisi, riguardo al quale Carlo Verdone dispensa parole che denotano una certa fragilità personale:

Lui era fatto di un’altra pasta, con addosso fragilità diverse. Sei giorni su sette restava chiuso in casa. Ero l’unico, credo, che a forza riusciva a portarlo al cinema. Rigorosamente alle tre del pomeriggio, quando le sale erano vuote. Aveva il terrore della gente che gli veniva addosso per gli autografi

L’attore ha poi concluso affermando:

La vita è stata diseguale per noi tre. Mi addolora sapere che Massimo non c’è più e Francesco è come se non ci fosse“.

E voi, cosa ne pensate delle parole di Carlo Verdone?

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